Alla scoperta dell’ISEE

di Maurizio Basaglia

L’ISEE introdotto dal decreto legislativo 109/1998, modificato due anni dopo dal decreto legislativo 130/2000 ed ultimamente dalla Finanziaria 2008 (legge 244/2007), è lo strumento attraverso il quale i Comuni, le Province, le Regioni, ma anche le Università “misurano” la condizione economica delle famiglie che chiedono agevolazioni tariffarie su servizi pubblici, le prestazioni sociali agevolate. Serve ad individuare coloro che “meritano” realmente una certa prestazione in regime di totale esenzione o riduzione tariffaria della spesa da sostenersi per il servizio.

Secondo l’ultimo rapporto ISEE redatto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2009,
“Le tipologie di prestazioni che hanno fatto registrare il maggior numero di richieste attraverso l’ISEE sono relative al settore economico assistenziale, che coinvolge circa un richiedente su due, e all’ambito dei servizi di istruzione (40% dei nuclei richiedono prestazioni scolastiche e il 16% prestazioni universitarie). Le prestazioni economico assistenziali hanno fatto inoltre registrare negli ultimi anni (2004 – 2007) un tasso di incremento medio annuo a due cifre, più del doppio della crescita delle DSU, nell’analogo periodo. Seguono poi le prestazioni legate a servizi abitativi e di trasporto, generalmente definite a livello locale, che coinvolgono circa il 22% dei nuclei. Oltre alle due categorie di prestazioni in ambito sanitario, esenzione ticket e servizi socio sanitari, che si attestano entrambe al 12% in termini di diffusione. Rimangono invece al palo le prestazioni a favore delle famiglie con figli e della maternità: a fronte di una popolazione ISEE molto dinamica, riscontrano un tasso di crescita medio prossimo allo zero negli ultimi tre anni; nel complesso sono richieste da meno di un richiedente su dieci”.

Di fatto, il ricorso all’ISEE da parte di Comuni, Province e Regioni è sempre più frequente, anche se ci sono enti locali che adottano dei correttivi o usano altri indicatori, il più delle volte evitando di considerare l’abitazione principale. Questo accade nella Regione Lazio, dove spesso si include nel nucleo familiare, per le coppie di fatto, il genitore naturale anche se non residente, come si è riscontrato a Roma per la richiesta di iscrizione all’asilo nido. C’è, poi, anche chi l’ISEE non lo utilizza: in Valle d’Aosta l’indicatore di riferimento è l’IRSEE (utilizzato anche per l’assegnazione del servizio della “tata familiare”, ossia di una baby sitter messa a disposizione del Comune), mentre a Cagliari (e in tutta la Sardegna) le graduatorie che regolano i servizi comunali si basano sul reddito imponibile. A Trento vengono usati sia l’ISEE che l’ICEF (indicatore di condizione economica familiare) a seconda delle prestazioni. In controtendenza rispetto agli altri Comuni delle Regioni autonome è Bolzano, che a partire dal prossimo anno scolastico abbandonerà il VSE (valore della situazione economica) istituito dalla legge provinciale 30/2000 per adottare l’ISEE “nazionale”.

Anche le Università adottano un indicatore diverso: con il Dpcm9 aprile 2001 è stato previsto l’ISEEU, una variante accademica dell’ISEE che, tra l’altro, considera solo al 50% i redditi e i patrimoni di fratelli e sorelle. La maggior parte degli atenei usa l’ISEEU per stabilire la riduzione delle tasse universitarie per chiedere agevolazioni su prestazioni scolastiche quali le borse di studio.

In forte aumento anche le dichiarazioni ISEE presentate per ottenere agevolazioni di carattere locale, erogate dalle Regioni, Province e Comuni, quali l’iscrizione agli asili nido, i servizi socio sanitari per anziani, e a partire dall’anno 2009 con una tendenza che si è confermata negli ultimi mesi, altre prestazioni sono state concesse in base all’ISEE, questa volta a carattere nazionale come la Social Card (regolata dal decreto legge 112/2008) il bonus sociale sull’energia elettrica (introdotto dalla Finanziaria 2006, legge 266/2005), il bonus sociale sul gas introdotto dal decreto legge 185/2008

Cosa è l’ISEE
L’ISEE è una modalità di certificazione per verificare il diritto d’accesso alle prestazioni assistenziali. Può essere richiesta ai cittadini residenti in Italia da tutte le amministrazioni per assicurarsi che coloro che chiedono agevolazioni o sgravi, versino effettivamente in una situazione di bisogno. A tal fine viene considerata la situazione economica di tutto il nucleo familiare, avendo come riferimento lo stato di famiglia anagrafico. La dichiarazione ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente della famiglia, oltre a contenere i dati della dichiarazione dei redditi, comprende anche dei valori relativi alla situazione patrimoniale del nucleo familiare.

L’ISEE, Indicatore di Situazione Economica Equivalente, consente di effettuare una valutazione della condizione economica di ciascun soggetto, considerando, oltre alla sua capacità reddituale e patrimoniale, la composizione del proprio nucleo familiare. L’analisi di questo indicatore permette di effettuare confronti tra nuclei familiari con diverse caratteristiche e, quindi, di valutare la situazione economica complessiva del singolo cittadino. In caso di richiesta di prestazioni o servizi sociali e assistenziali o di servizi di pubblica utilità, con l’ISEE è possibile valutare la situazione economica dei richiedenti, per meglio individuare eventuali agevolazioni o differenze tariffarie.

Il valore dell’ISEE è dato dal rapporto tra l’ISE (Indicatore di Situazione Economica) e il parametro relativo alla famiglia. Ciò tiene conto del numero dei componenti del nucleo familiare, della presenza di portatori di handicap, del fatto che ci sia un solo genitore o che entrambi i genitori lavorino. L’ISE a sua volta si ottiene dalla somma dei redditi e del 20% calcolato sul valore relativo al patrimonio assunto al 31 dicembre dell’anno precedente la richiesta, con una franchigia di 15493 euro per il valore mobiliare (depositi e investimenti) e di 51645 euro per la sola casa di abitazione. In presenza di mutuo, la franchigia si eleva al maggior valore tra 51645 e il debito residuo del mutuo per l’acquisto dell’immobile (in questo caso anche non prima casa) al 31 dicembre dell’anno precedente.

Per ottenere l’attestazione ISEE, è necessario presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica di validità annuale, nella quale sono indicati tutti gli elementi utili al fine del calcolo dell’indicatore in esame, avente valore di autocertificazione. Entro il periodo di validità della Dichiarazione Sostitutiva Unica, possono essere fatti rilevare, mediante presentazione di un’ulteriore dichiarazione, eventuali mutamenti riguardanti il nucleo familiare, i redditi e il patrimonio.

Per la dichiarazione ISEE ci si può rivolgere ai CAF, all’INPS, agli altri enti erogatori delle prestazioni sociali, o direttamente all’Agenzia delle Entrate. Tutte le dichiarazioni ISEE confluiscono nella banca dati INPS

Le prestazioni collegate all’ ISEE sono:

Assegno per il nucleo familiare; assegno di maternità; asili nido ed altri servizi educativi per l’infanzia; mense scolastiche; prestazioni scolastiche (libri scolastici, borse di studio…); agevolazioni per tasse universitarie; prestazioni del diritto allo studio universitario; servizi socio sanitari domiciliari; servizi socio sanitari diurni, residenziali, ecc…; agevolazioni per i servizi di pubblica utilità (luce,telefono,gas); altre prestazioni economiche assistenziali quali ad esempio il pagamento di ticket sanitari, agevolazioni per il trasporto pubblico, per tributi e tariffe comunali, per l’assegnazione di somme denaro a carattere assistenziale.

14 settembre 2010

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