All’Opera di Roma in scena «Coppélia»

Il 3 febbraio la prima del balletto che racconta la storia d’amore fra Frantz e Swanilda. Nei ruoli principali Paola Acosta e Alessio Passaquindici, che si alternano con Alessio Rezza e Gaia Straccamore di Mariaelena Finessi

Dopo oltre un decennio «Coppélia», la “fanciulla dagli occhi di smalto”, arriva all’Opera di Roma. La prima, venerdì 3 febbraio alle 20.30. È Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, su libretto di Charles Nuitter e Arthur Saint-Léon, ad ispirare con il racconto “L’uomo della sabbia” il balletto pantomimico in tre atti – qui riversato in due atti e due quadri – in cui la vicenda amorosa di Frantz e Swanilda si intreccia con quella dell’enigmatico dottor Coppelius, mago e ideatore di fantocci, che per vincere la propria solitudine lavora alla costruzione di una bambola dotata di spirito proprio e fattezze umane.

Una bambola tanto bella da incuriosire i due amanti che cercano, separatamente, di penetrare nella casa di Coppelius, l’uno perché invaghitosi della misteriosa creatura e l’altra perché mossa dalla gelosia. Swanilda, con immenso sollievo, scopre però che la sua nemica in amore, Coppelia, non è altro che una bambola meccanica e riuscirà a salvare dal tranello anche l’amato.

L’esordio all’Opéra di Parigi, il 25 maggio 1870, con Giuseppina Bozzacchi, giovanissima milanese stroncata nel giorno del suo diciassettesimo compleanno dal vaiolo imperversante nella capitale francese assediata dai Prussiani; ad interpretare invece Frantz fu una donna, Eugénie Fiocre, come era in uso nel balletto parigino dell’epoca di ricorrere ai personaggi “en travesti”. Saint-Léon – le cui opere liriche influenzarono Čajkovskij – morì invece tre mesi dopo la prima rappresentazione di quel suo capolavoro che, ancora oggi, sopravvive nei cartelloni della Ville Lumière.

La messa in scena, ambientata in una immaginaria Galizia, è qui curata dal francese Eric Vuan, il prediletto di Béjart, autore anche della coreografia e interprete stesso di Coppelius (3, 4, 5 febbraio) che per la parte si alternerà con l’étoile dell’Opera di Roma Mario Marozzi (7, 8
febbraio). A far rivivere la geniale partitura di Léo Delibes, il Maestro olandese Koen Kessels, per la prima volta sul podio del Teatro dell’Opera.

Il balletto, che ha debuttato lo scorso dicembre all’Opera di Nizza, in questa occasione romana vedrà cimentarsi nei ruoli principali i ballerini Paola Acosta e Alessio Passaquindici (3, 4, 5 febbraio) che si alterneranno, nelle varie rappresentazioni, con Alessio Rezza e con la
prima ballerina dell’Opera di Roma Gaia Straccamore (7, 8 febbraio), diretti da Micha van Hoecke.

«Quello di Swanilda è un ruolo impegnativo da un punto di vista fisico, anche perché è quasi sempre in scena – racconta Straccamore, ricordando come la Coppelia della versione originaria di Saint-Léon manchi dai teatri italiani, e da Roma, da moltissimo tempo – ma sono felice di interpretare questo personaggio che ha, sì, dei risvolti tragici ma che è soprattutto comico». «Purtroppo – conclude l’étoile dell’Opera, accennando alla precarietà dei ballerini del Teatro Massimo di Palermo, in stato di agitazione in queste settimane – viviamo un momento poco felice per l’arte in generale, nonostante ai botteghini ci sia sempre il tutto esaurito. Mi auguro per il futuro una politica di sostegno, specie alla danza, anche se mi rendo conto delle difficoltà economiche e culturali che stiamo attraversando in Italia. L’esempio di Palermo è chiaro ma sono convinta che
possa dare un segnale anche ad altri teatri».

Per le prossime date spettacolo è possibile consultare il sito www.operaroma.it

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