Ansia, quando le preoccupazioni sono un limite

Uno stato di malessere determinato dalla sensazione di pericolo legato anche alla corsa contro il tempo tipica della nostra società. Nei prossimi articoli una panoramica dei disturbi più conosciuti di Angela Dassisti

È mattino e nelle società industrializzate, moderne e “globalizzate”, inizia un moto continuo e incessante: la corsa contro il tempo. Dal suono di una sveglia alle prime luci dell’alba fino a sera, talvolta nel cuore della notte, questa corsa sembra non fermarsi mai. Corrono veloci le ore, i pensieri, gli impegni e tutto viene colorato dalla fretta e dalla concitazione.

Dal mattino il respiro affannoso, la preoccupazione di non arrivare in tempo, la paura di non riuscire a concludere tutto e di aver tralasciato qualcosa di importante accompagnano le esistenze umane e connotano frequentemente d’ansia le giornate. Ma quando l’allerta non è più funzionale a mantenere l’attività umana e a fronteggiare l’imprevisto e le difficoltà che si possono verificare? In quali casi è necessario preoccuparsi? Solitamente, l’allerta e la sensazione di anticipazione della minaccia spingono all’azione e risultano efficaci a rendere pronta la risposta degli individui in situazioni dinamiche.

L’ansia è un’emozione che favorisce nell’uomo una prontezza della risposta, poiché il pattern neurovegetativo che la accompagna (tachicardia per maggiore apporto sanguigno, maggiore richiesta di ossigeno e sudorazione intensa) facilita la vigilanza ed il mantenimento dell’attenzione sullo stimolo o sulla situazione potenzialmente pericolosi. Generalmente, nel momento in cui le preoccupazioni della persona si manifestano con eccessiva frequenza, caratterizzando tutti gli ambiti di vita, ma soprattutto risultano immotivate dalle circostanze è possibile parlare di disturbo d’ansia.

L’individuo, in una circostanza che viene percepita come minacciosa prova inquietudine, una profonda apprensione, avverte un eccessivo e ingiustificato stato di malessere determinato dalla sensazione di pericolo. Può capitare che in particolari momenti di vita le persone avvertano un senso di ansia maggiore, ma spesso questo è legato a situazioni contingenti o a fattori transitori (ansia di stato).

Alcune recenti ricerche ipotizzano che ci siano delle predisposizioni ereditarie all’ansia, che tuttavia possono manifestarsi ed evolvere in un disturbo o meno in seguito a fattori ambientali, sociali ed esperienziali. Le persone che hanno dei tratti di personalità ansiosa hanno un funzionamento cognitivo e comportamentale comunemente caratterizzato dalla preoccupazione e dal dubbio, successivamente dalla necessità di trovare rassicurazioni negli altri, infine dalla grandissima capacità di dibattere logicamente e razionalmente nel tentativo di confutare le assicurazioni.

La reazione emozionale non appare adattiva e spesso la persona non si sente più in grado di gestire i propri livelli emotivi, né di affrontare avvenimenti quotidiani, per cui mette in atto comportamenti di fuga ed evitamento, che rappresentano l’unica possibilità di controllare gli eventi.

È possibile parlare di disturbi d’ansia poiché sono numerosi e possono essere distinti relativamente ad alcune peculiarità in: attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, fobia sociale, disturbo post traumatico da stress, disturbo d’ansia generalizzato, fobie specifiche (paura di volare, ragni, cani, gatti, insetti, spazi chiusi o aperti).

Nel caso in cui si sospetti un disturbo di questo tipo è sempre consigliabile recarsi da un esperto ed effettuare un’indagine psicologica approfondita al fine di stabilire una diagnosi e di intraprendere una terapia specifica. La terapia cognitivo-comportamentale ha un discreto consenso sull’efficacia nel trattamento dei disturbi di questo tipo.

In particolare, la finalità del lavoro, dopo aver individuato il profilo della persona ed aver stabilità insieme i passi da seguire, è proprio quella di spezzare i fattori di mantenimento del disturbo e di aiutare l’individuo a distogliere i propri pensieri dalla preoccupazione nel tentativo di controllare gli eventi.

Nei prossimi articoli verranno trattati con maggiore attenzione alcuni dei disturbi d’ansia più conosciuti, nel tentativo di aiutare, chiarire ed informare il lettore

22 marzo 2012

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