Arriva Sesamonet, il navigatore per non vedenti
Il dispositivo, realizzato dall’Ipsra in collaborazione con Ibm Italia e con La Sapienza, sarà sperimentato a Castel Sant’Angelo. Le indicazioni sugli spostamenti verranno fornite con auricolari bluetooth di Mariaelena Finessi
Accessibilità in primo piano a Roma. La Capitale – su iniziativa del ministero per i beni e le attività culturali – sperimenta dal 3 all’8 febbraio presso Castel Sant’Angelo un dispositivo di ultima generazione, capace di migliorare la qualità della vita di nonvedenti e ipovedenti sfruttando la tecnologia Rfid (identificazione per radio frequenza). Sesamonet (Secure and safe mobility network), così si chiama il primo sistema di mobilità che usa microchip installati nel terreno, è stato sviluppato dal Centro comune di ricerca Ispra in collaborazione con Ibm Italia e l’Università La Sapienza.
Il sistema, che non dipende né da alimentazione elettrica né da segnali Gps, è concepito come un navigatore integrato nei bastoni utilizzati dai non vedenti. I microchip incassati a terra inviano il segnale di posizione a un telefono cellulare, fornendo informazioni sul luogo. A quel punto una voce registrata guida la persona – attraverso un auricolare bluetooth – lungo un itinerario predefinito, offrendo notizie di eventuali servizi collegati all’area d’interesse, anche in tempo reale. Una soluzione che potrà trovare larga applicazione non solo nei luoghi d’arte. Attualmente, per dire, negli ospedali i cani guida non possono entrare e questo sembrerebbe dunque l’unico sistema per potersi orientare all’interno di una struttura complessa.
«Il Sesamonet può essere sfruttato sia in ambienti ristretti – sottolinea Giulio Nardone, presidente nazionale dell’Associazione disabili visivi – come ad esempio i musei o i centri commerciali, sia in grandi spazi aperti come i parchi archeologici e naturali. Nel primo caso può bastare come unico ausilio di guida. Nel secondo caso, invece, deve essere necessariamente considerato come un sistema integrativo ai percorsi tattili per non vedenti già in uso nelle città». In altri termini, seppur utile, il Sesamonet «non può sostituire del tutto le guide tattili, cioè quei pavimenti striati da canaletti che si trovano quasi sempre nelle stazioni o presso i luoghi di interesse turistico, anche perché – conclude Nardone – ciò vorrebbe dire che tutti dovrebbero dotarsi di questo speciale bastone-navigatore. Anche i non romani e i turisti stranieri». Di buono, però, c’è che a differenza dei percorsi tattili i microchip non sono deperibili col tempo: «Già in uso per l’identificazione elettronica del bestiame – spiegano i ricercatori di Ispra – i chip possono essere riciclati in questo settore quando l’animale raggiunge la fine della propria esistenza».
Fino a domenica 8 febbraio, sarà dunque possibile testare l’efficacia dell’innovativo marchingegno presso il complesso museale di Castel Sant’Angelo, lungo un percorso che include la Loggia di Giulio II, la Sala Paolina, il Corridoio Pompeiano e la Sala della Biblioteca (info: tel. 06-67232390). Dal buon esito della sperimentazione dipenderà una più alta qualità di vita di circa 1 milione e mezzo di ipovedenti e degli oltre 350mila ciechi italiani.
5 febbraio 2009