Assemblea solenne del Circolo San Pietro

Ogni anno sono quasi 100mila i romani assistiti dal sodalizio. Il presidente Torlonia (nella foto con il Papa): «Testimoniate la solidarietà per contrastare la deriva creata dalla crisi» di Marta Rovagna

Sobrietà e condivisione, perché fare il bene fa bene. È questo il cuore della riflessione del presidente del Circolo San Pietro Leopoldo Torlonia, che lunedì 20 febbraio ha aperto con il suo discorso la 143esima Assemblea solenne dello storico sodalizio romano, che dal a869 è a servizio dei poveri di Roma a nome del Santo Padre.

«Vedendo intorno a noi tante persone che vanno avanti con poco – ha sottolineato il presidente Torlonia nel corso dell’evento – impariamo anche noi a vivere con meno, rieducandoci alla sobrietà e alla condivisione; capiamo sempre meglio che fare il bene fa bene, ai poveri, alla società e anche a noi, dandoci modo di vivere in maniera vera, convinta, fattiva la nostra fede».

Sono quasi 100mila i romani che ogni anno vengono assistiti dal Circolo S. Pietro. I soci dell’antico sodalizio, benedetto da Papa Pio IX, ogni anno forniscono a quasi mille famiglie bisognose pacchi con indumenti, coperte e biancheria nuova. Le tre mense in via della Lungaretta, via Mastro Giorgio e via Adige, servono 35mila pasti caldi l’anno, mentre le case famiglia accolgono ogni anno tra i dieci e i tredicimila ospiti. Dal 1999 il Circolo ha attivato il Centro polifunzionale diurno a via Fidene, e ogni anno assicura a oltre duemila persone consulenze gratuite di tipo psicologico, giuridico e amministrativo, oltre ad aiuti materiali.

L’hospice Fondazione Roma, per le cure palliative ai malati terminali, a Monteverde, avvalendosi dell’attività di 150 operatori fra medici, infermieri, dirigenti e impiegati e di trenta volontari del Circolo, assiste 190 persone di cui 120 in fase terminale, tra gli assistiti anche pazienti affetti da Alzheimer e da sclerosi laterale amiotrofica.

Alla platea riunita presso la sede di Palazzo San Calisto per la ricorrenza della Festa della Cattedra di Pietro (il 22 febbraio) il presidente Torlonia ha ricordato: «Continuate nella vostra opera: testimoniate che la solidarietà e la condivisione, il mettersi in gioco e l’impegno personale sono i mezzi più importanti per contrastare la deriva creata dalla crisi in corso. Mettersi al servizio, soprattutto dei più poveri e bisognosi – ha concluso – è l’inizio di un cambiamento di mentalità, di un’apertura agli altri che è importante premessa per il cambiamento positivo della nostra società. Auguro a tutti voi di continuare a tenere gli occhi bene aperti sulle necessità dei nostri fratelli più bisognosi, confortati dalla certezza della bontà di Dio e del Suo Amore per noi».

L’assistente ecclesiastico del Circolo, monsignor Franco Camaldo, nel suo intervento ha ricordato l’importanza di difendere la Chiesa dagli attacchi di una certa informazione che cerca solo scoop e infanga così con calunnie e falsità il cuore stesso della cristianità. «Abbiamo bisogno di esser uomini di fede, di carità e di preghiera», ha sottolineato, monsignor Camaldo, riferendosi all’invito fatto dal Santo Padre durante la Lectio Divina che ha tenuto in occasione della Festa della Madonna della Fiducia presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Durante la sua riflessione, infatti, Benedetto XVI si era infatti così espresso: «Oggi si parla tanto della Chiesa di Roma, speriamo si parli anche della sua fede esemplare: preghiamo il Signore perché sia così e si parli non di tante altre cose ma della fede della Chiesa di Roma».

21 febbraio 2012

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