Cae, l’appello contro la chiusura
Il 26 settembre una giornata di iniziative per scongiurare la chiusura della Città dell’Altraeconomia, dopo appena tre anni di vita da Redattore Sociale
La Città dell’Altra Economia è un progetto che potrebbe essere chiuso dopo i primi tre anni previsti per l’avviamento e prima che divenga sistema. Al suo posto (sembra) due soli canali di attività limitati all’agricoltura biologica e alle energie rinnovabili che non possono rappresentare da sole in alcun modo la continuazione del progetto per il quale associazioni e cooperative hanno investito in energie e capitali da tre anni. Il Consorzio appositamente formatosi per raccoglierne la gestione dopo i primi tre anni propone oggi un appassionato e fermo appello e una prima serie di appuntamenti (che saranno presto moltiplicati) che puntano a raccogliere adesioni per impedire questa assurda interruzione delle attività già annunciata per la fine di settembre.
Riuso e riciclo, energie rinnovabili, agricoltura e cucina biologica, turismo responsabile, commercio equo e solidale, finanza etica, software libero gli argomenti per i quali la Città dell’Altra Economia è ormai diventata una vetrina “concentrata” per valori e messaggi sociali da ritrovare poi in modo diffuso in tutta la città ed è oggi anche fonte di occupazione lavorativa per molte persone.
Il 29 settembre del 2007 questi 3.500 mq di progetto-laboratorio all’interno dell’ex Mattatoio di Testaccio venivano inaugurati e aperti al pubblico a Roma. La Città dell’Altra Economia è il frutto di un progetto costruito negli anni, in stretta collaborazione con il Comune di Roma, dal Tavolo dell’Altra Economia che raccoglie cooperative e associazioni che lavorano a vario titolo sui temi di Altra Economia, oggi riconosciuta e disciplinata anche da una legge della Regione Lazio.
Mentre si moltiplicano in Italia ad esempio i Distretti di economia solidale, i Gruppi di acquisto solidale, il ricorso a forme di risparmio anche locali per una finanza più etica, le attività di recupero anche artistico dei rifiuti visti come risorsa, a Roma in controtendenza l’amministrazione comunale fautrice del progetto complessivo esteso vuole far scomparire la prima grande esperienza europea alla quale molte altre città avevano iniziato a guardare come un esempio di estremo interesse.
Il 26 settembre si terrà la Festa della “Città dell’Altra Economia” dalle 10 al tramonto con la consueta presenza di stand di artigiani, associazioni e cooperative che lavorano nell’ambito delle attività di Altra Economia e con il punto informativo per i visitatori sulla situazione. Il 29 settembre grande assemblea cittadina a partire dalle 17 nella giornata di chiusura della struttura.
20 settembre 2010