Da Roma all’Argentina, per restituire speranza

Caritas: al via il primo progetto di servizio civile internazionale a Salta, nella parrocchia retta da un fidei donum della diocesi di Roma, accanto ai bambini e ai ragazzi di Federica Cifelli

Giulia, 27 anni, milanese. Cristina, anche lei ventisettenne, originaria della provincia di Foggia. La prima si è trasferita a Roma apposta per poter partecipare al progetto di servizio civile internazionale della Caritas diocesana a Salta, nel nord ovest dell’Argentina. La seconda era già arrivata nella Capitale per studio, e con il Settore educazione alla pace e alla mondialità della Caritas ha partecipato negli anni scorsi anche al progetto Orizzonti e confini, nei Balcani. Entrambe sono partite oggi insieme a don Alessandro De Rossi, fidei donum nell’arcidiocesi di Salta, per un anno di servizio civile insieme ai bambini e ai ragazzi della parrocchia di Santa Maria Medianera (Mediatrice). Erede dell’impero Inca, del passato coloniale ispanico e dello spirito creolo che ha animato la lotta per l’indipendenza, Salta, nel nord ovest dell’Argentina, è città d’arte e di cultura. «Ma è soprattutto un centro turistico, e come sempre la grande bellezza e ricchezza, culturale e non solo, della città convive con la realtà di una periferia poverissima», afferma don Alessandro.

La parrocchia che dà la sede al primo progetto di Servizio civile della Caritas romana in America Latina «è al centro di un quartiere in cui non c’è nulla». Per questo da quando è arrivato, due anni fa, il sacerdote cura con grande attenzione accanto alla pastorale ordinaria anche gli interventi di aiuto sociale. «Gestiamo una mensa che serve più di 200 bambini – racconta – e un centro sportivo che per i ragazzi è l’unica struttura di aggregazione». E sono anzitutto loro, bambini e ragazzi, i destinatari del progetto che da oggi vede coinvolte Giulia e Cristina insieme a don Alessandro e agli operatori locali. In un impegno di servizio strettamente collegato al territorio e alle sue specificità, che è la cifra caratteristica di ogni intervento della Caritas. A spiegarlo è il responsabile del Settore educazione alla pace e alla mondialità, Oliviero Bettinelli, che sottolinea l’obiettivo di «aprirci a una carità globale costruendo cooperazione con le diverse realtà locali». Di qui la scelta di inaugurare con il progetto che parte oggi «un osservatorio sull’America Latina, una realtà ecclesiale nuova per noi». L’obiettivo lo spiega don Alessandro: «Aiutare i ragazzi a ritrovare speranza, in un contesto in cui l’ingiustizia sociale fa più male della povertà».

Salta e la sua gente «semplice e umile» sono stati la molla che ha spinto a partire Cristina, terapista di riabilitazione psichiatrica, che proprio nella cittadina era già stata in occasione di un viaggio in Sud America. «È nata lì la mia passione per l’Argentina», racconta, confidando il desiderio di poter aiutare «un paese che mi ha dato tanto». E nello stesso tempo prendere le distanze da un certo tipo di «cinismo che c’è nel nostro settore lavorativo, per cui i pazienti sono solo “soldi”». «Condividere» è la parola d’ordine anche per Giulia, laureata in scienze politiche, approdata al servizio civile internazionale con la speranza di imparare a «vedere con occhi diversi cose che normalmente non vedo». Il progetto poi si costruirà giorno per giorno. «Loro sono i primi a partire – rileva Bettinelli -, ma l’idea è cominciare con loro una lettura nuova di quel mondo».

11 febbraio 2010

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