Don Chiera e la sua “Casa do menor”
Il missionario, che in Brasile accoglie ragazzi e ragazze strappati al narcotraffico e alla prostituzione, racconta la sua esperienza in un incontro nella parrocchia di San Tommaso Moro di Ilaria Sarra
«Siamo stati programmati per amare ed essere amati». In questa frase si racchiude il pensiero di padre Renato Chiera, sacerdote fidei donum della diocesi di Mondovì in Piemonte. Don Renato è partito 33 anni fa dall’Italia per approdare in Brasile e lì, 25 anni fa, ha fondato la “Casa do menor” (www.casadomenor.it) che accoglie ragazzi e ragazze strappati alla strada, al narcotraffico e alla prostituzione.
In questi giorni don Renato è in Italia per promuovere il suo libro, “Presenza”, edito da Jaca Book e disponibile nelle librerie dal 9 marzo. Ieri (domenica 27 febbraio 2011) è stato ospite della parrocchia di San Tommaso Moro, guidata da monsignor Andrea Celli, per un incontro con i giovani e i tanti parrocchiani intervenuti. Don Andrea lo ha accolto «con molta emozione. È un dono grande averlo qui, don Renato parla con la vita; è un uomo pieno di energia, che riesce ad essere profeta del nostro tempo».
L’energia di don Renato si mostra subito, appena inizia a raccontare della sua infanzia durante la quale sognava di essere come San Giovanni Bosco. E poi il periodo del seminario, i primi anni da sacerdote, fino al momento della crisi, del dubbio, che ha coinciso con il periodo del Concilio Vaticano II. «Mi ha toccato in maniera molto forte l’idea di lasciare il ministero, poi però ho capito la mia reale vocazione. Sentivo che bisognava aprire i cuori; Gesù era venuto per insegnarci a essere uomini, a vivere la vita piena – spiega don Renato –. Così sono partito per il Brasile». Qui il sacerdote piemontese trova persone che desiderano qualcuno vicino nella loro quotidianità. Don Renato ricorda alcuni dei ragazzi incontrati nel corso degli anni, ogni nome una storia, spesso drammatica. Ogni storia un volto e in ogni volto quello di Gesù. «Ciascuno di quei visi si sovrapponeva a quello del Signore e lì ho capito che ognuno di quei ragazzi voleva sentirsi amato, sentirsi figlio, così sono diventato padre e madre. Nelle nostre case i giovani sanno di essere accolti senza pregiudizi, ma solo con affetto; sanno che c’è qualcuno che li ama per quello che sono, anche se le famiglie non sono riuscite in questo e li hanno abbandonati, venduti, umiliati».
Tantissimi di questi ragazzi, racconta don Renato, fanno il loro ingresso nel mondo del narcotraffico da bambini; a 16 hanno già ucciso, conosciuto il terrore, l’odio, la rabbia e la droga. «Da poche settimane abbiamo accolto una bimba di tre mesi. La mamma l’ha venduta per l’equivalente di tre euro che le servivano per comprare una dose di crack – dice padre Renato –. La più grande tragedia è non sentirsi figli, la più grande violenza è non essere amati da nessuno».
«Come Gesù si è fatto presenza accanto a noi, così noi dobbiamo esserlo allo stesso modo. Il libro “Presenza” è il frutto di 25 anni di esperienza a fianco dei non amati, dei bambini di strada della Embaixada Fluminense – aggiunge il missionario –. Ma dobbiamo fare attenzione, l’assenza di presenza si riscontra anche in Europa. Dobbiamo capire che anche qui, in Occidente, c’è un forte grido dei giovani. Quello che gli adulti dovrebbero tentare di fare è insegnare loro a trovare la chiave della vita e della felicità».
Oggi don Renato e i suoi collaboratori sono presenti in 5 regioni del Brasile: Nord-Est, stato di Rio, Ecife, Alagoas e Cearà con 50 case. Il 12 ottobre prossimo la “Casa do menor” festeggerà 25 anni di vita e proprio per questa occasione, nel mese di settembre, padre Chiera sarà in Europa con una tournée che vedrà in scena alcuni dei “suoi” ragazzi. Si inizierà dall’Italia, in particolare da Roma, nei primi 10 giorni del mese, per poi proseguire in altre città italiane ed europee.
Chi volesse sostenere la “Casa do menor” può farlo attraverso il c.c. postale n° 12237129 intestato a Casa do Menor Italia Onlus oppure con bonifico bancario: Casa do Menor Italia Onlus – via Roracco 25 12089 Villanova M.vì; Banca Alpi marittime IBAN: IT15O0845046990000120101331. Per contribuire con il 5X1000: C.F-P.I. 02512960044.
28 febbraio 2011