“Donatori di Musica” al San Camillo

A suonare al primo concerto, il 20 maggio, sarà Roberto Prosseda, pianista di fama internazionale e coordinatore dell’associazione artistico-culturale di Francesco d’Alfonso

La musica è un valore di tutti, non ha barriere, non ha restrizioni; io musicista ho avuto il privilegio di scoprire quale grande gioia può portare in chi la compone, in chi la interpreta e in chi l’ascolta e quale magica alchimia si crea tra interprete e pubblico quando è suonata dal vivo”. Con queste parole si apre il “manifesto etico” di “Donatori di Musica”, che è molto di più di una stagione musicale, molto di più di un’associazione artistico – culturale. “Donatori di Musica” è un progetto serio, un obiettivo altissimo, ma non un’utopia: è un sostegno tangibile che, andando oltre il puro aspetto musicale, vuole fare della musica un aiuto concreto per chi si trova costretto in una stanza di ospedale.

L’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma aderisce a “Donatori di Musica” ospitando una stagione musicale che avrà inizio giovedì 20 maggio, alle ore 19, presso il reparto di Pneumatologia (Padiglione Maroncelli, 1° piano). A dare vita alle note di Chopin e Schumann sarà Roberto Prosseda, pianista di fama internazionale, coordinatore artistico di “Donatori di Musica” che, primo di una schiera di suoi illustri colleghi, smetterà l’abito da concerto e donerà, gratuitamente, la sua arte ai pazienti dell’ospedale romano.

Maestro Prosseda, cosa significa per un musicista celebre e acclamato in tutti palcoscenici del mondo essere “donatore di musica”?
La professione del musicista nasce da una passione e dalla scelta interiore di vivere quotidianamente con la musica. Tutto ciò mi pone degli interrogativi: sono troppo egoista a portare la mia arte solo nei teatri e nelle sale da concerto? A cosa servo io nella società? “Donatori di musica” è la risposta a queste domande: io, che non ho mezzi per salvare la vita di un malato come un medico, posso almeno aiutarlo a stare meglio. Chiaramente l’approccio del musicista cambia totalmente: in teatro cerchi di dimostrare di essere bravo, in ospedale cerchi di dare una speranza a chi soffre.

Lei crede nel valore terapeutico della musica?
La parola terapia rischia di essere fuorviante: il nostro progetto deve essere distinto assolutamente dalla musicoterapia. “Donatori di musica” è un format in cui il concerto in senso stretto è solo uno degli ingredienti del percorso. La cosa fondamentale è lo spirito con cui la musica arriva in quel determinato contesto umano (rapporto medico – paziente), visivo e olfattivo. Il concerto diventa il pretesto per migliorare la qualità umana e psicologica della permanenza del malato in ospedale. Come il medico somministra le medicine, noi somministriamo pillole di serenità. Ciò non toglie che nell’ospedale di Carrara stiano monitorando le qualità –benefiche, a quanto pare- della musica sui malati.

In che modo vengono scelti i musicisti e i programmi musicali da eseguire negli ospedali?
“Donatori di Musica” è una rete di musicisti, medici e volontari, coordinato da un comitato di medici e psicologi e da un comitato artistico. Il criterio con il quale viene scelto l’artista è anzitutto la sua totale professionalità, la sua carriera consolidata, quindi le sue qualità umane. Perché suonare nel reparto di oncologia di un ospedale è più difficile che suonare alla Scala! Il concerto non è un momento ludico, di distrazione, ma un momento di riflessione e di concentrazione in cui tutte le persone coinvolte –musicisti, medici, infermieri, pazienti- sono messe sullo stesso piano. Proprio per questo i malati non sono in pigiama e i medici non portano il camice. Gli artisti scelgono i programmi musicali in base alla loro sensibilità, cercando di proporre un repertorio fruibile da tutti.

Come è nata l’idea di “Donatori di musica”?
E’ nata in maniera casuale dall’idea di Gian Andrea Lodovici, grandissimo critico musicale e producer discografico, quando fu operato di tumore a Carrara. Il prof. Maurizio Cantore lo incoraggiò a intraprendere questa iniziativa. Dopo la scomparsa di Gian Andrea io ho raccolto la sua esperienza, continuandola a Carrara e a Bolzano. In questi due ospedali in concerti non sono eventi occasionali, ma sono presenti con continuità.

E ora finalmente a Roma…
Si, al San Camillo Forlanini fino a Novembre 2010 e dall’11 giugno al 23 luglio al Campus Bio Medico, reparto di Oncologia, con quattro concerti a cadenza quindicinale alle ore 18.30. Speriamo che questa rete di solidarietà, dove tutte le persone coinvolte a vario titolo sono volontarie, possa estendersi sempre di più. Il concetto di “dono” appartiene a tutti e, attraverso la musica, ognuno dona anche un po’ di se stesso.

19 maggio 2010

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