Estate a Caracalla con Verdi, Puccini e Leoncavallo
Il melodramma e i grandi balletti romantici: lirica e danza sullo sfondo monumentale delle antiche terme romane di Enrica Patrone
Settant’anni di lirica sotto le stelle alle Terme di Caracalla: nel complesso archeologico romano, come ogni estate dal 1937 (salvo l’interruzione bellica dal ’40 al ’44 e la sospensione dal ’94 al 2002), è di scena il melodramma, accanto ai grandi balletti romantici. E il forzoso trasferimento allo stadio Olimpico del passato – un successo popolare nonostante la perdita della monumentale scenografia – non è che un cattivo ricordo. «Lavoriamo ormai a Caracalla in piena serenità – ha dichiarato il sovrintendente Francesco Ernani – fuori da certi annosi problemi logistici e ambientali, nell’assoluto rispetto delle regole. Le manifestazioni di quest’anno sono 23, e i biglietti venduti e le prenotazioni sono oltre 14.500». E già si guarda al prossimo, annunciando nel 2008 “Aida”, “Madama Butterfly” e “Lucia di Lammermoor”.
Intanto, ancora domenica 8 e il 10 luglio si replica Il lago dei cigni su coreografie di Galina Samsova, tratte da Marius Petipa e Lev Ivanov. Interpreti principali: Laura Comi, Sadaise Arencibia, Mario Marozzi, Tamas Nagy e Carla Fracci nel ruolo della Regina Madre. Sul terreno dei grandi successi raccolti con La bella addormentata nel bosco e Schiaccianoci, è a San Pietroburgo che anche Il lago dei Cigni venne incoronato d’alloro, dove era coreografo del Teatro Marinsky il francese Marius Petipa: ne schizzò il piano generale, affidandone poi la realizzazione al suo assistente, Lev Ivanovic Ivanov. Fu una scelta felice, in cui la coreografia riesce a centrare i valori della musica di Chajkovsky, quel suo sublime amalgama crepuscolare, di struggimento sentimentale e lieve eleganza: così si compie il connubio fra balletto romantico e musica romantica, quel sinfonismo tardo-ottocentesco che insegue nostalgico lo spirito di Schumann e Chopin.
Poi un tris d’assi – Nabucco di Giuseppe Verdi, Turandot di Puccini e Pagliacci di Leoncavallo – le opere in cartellone, dal 17 luglio al 14 agosto, l’ultima abbinata al balletto Romeo e Giulietta di Prokofiev, in forma di suite. Nabucco, titolo dominante dell’estate 2007 (un nuovo allestimento è in questi giorni anche all’Arena di Verona), sarà in scena dal 17 al 28 luglio, diretto da Antonio Pirolli con la regia di Jacopo Kaufmann, protagonista il baritono Carlo Guelfi, specialista in opere verdiane. È il “grandioso biblico” in musica, realizzato nei termini e nelle dimensioni drammatico-musicali più caratterizzanti. E questo spiega le ragioni del successo della pagina più famosa dell’opera, Va pensiero, che Rossini definì «una grande aria per soprani, contralti, tenori e bassi»: infatti, Verdi impiega la massa corale non già come una composita compagine polifonica, bensì come un gruppo di voci che canta all’unisono un’unica linea melodica, ma di grande funzionalità espressiva.
Il 27 debutta Turandot (repliche fino al 9 agosto), una ripresa del fortunato spettacolo di Jenning Brockaus e Alain Lombard, grande successo di Caracalla 2006, con scene e costumi di Ezio Toffolutti. e nel cast Antonello Palombi, Giovanna Casolla, Francesca Patanè, Mina Tasca Yamazaki. Il regista ambienta la storia ai tempi di Puccini: anni ’20, Torre del Lago, una sagra paesana in cui irrompe, annunciato da un forte gong, il circo cinese. È lo spazio della favola di Gozzi, Pechino, in cui si ambientano indossando maschere e costumi orientali anche il popolo e i borghesi in piazza, lo stesso Puccini, forse, nei panni di Calaf. L’opera si svolge come fiaba, spietata e ineluttabile, ma nello spazio irreale del tutto-è-possibile. Poi, al terzo atto, sopraggiunge improvvisa e violenta la morte di Liù a far cadere le maschere: non è più il tempo del gioco, ma della vita, la verità della realtà e dei sentimenti. Spogliando i tre ministri Ping, Pong e Pang, il coro, Calaf e Timur dei loro costumi cinesi, in quel momento il regista rende evidente una cesura emotiva che è anche nella partitura: qui si fermò infatti la penna di Giacomo Puccini, e l’opera fu completata postuma da Franco Alfano. Con Liù, bontà, dolcezza, poesia, come recita il libretto, muore anche la poesia, l’ispirazione dell’autore.
Suggellano il cartellone l’8 agosto danza e lirica insieme, abbinate in un’unica serata (repliche fino al 14) con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e Romeo e Giulietta – Suite sulle musiche di Sergej Prokof’ev. In coppia anche i due autori dell’allestimento: per Pagliacci la regia è affidata a Beppe Menegatti che per il ruolo di Canio avrà, in modo alternato, cantanti della bravura di Vincenzo La Scola, Nicola Martinucci e Carlo Guelfi. Sua moglie Carla Fracci firma invece le coreografie di Romeo e Giulietta – Suite, riprese da Loris Gai e Beppe Menegatti, Erich Bruhn, Rudolf Nureyev, in collaborazione con Gillian Wittingham. Interpreti Gaia Straccamore, Alessio Carbone, Oksana Kucheruk e Igor Yebra, costumi di Anna Maria Morelli, impianto scenico di Cristian Biasci. Maestro concertatore e direttore Hirofumi Yoshida.
6 luglio 2007