«Giornali tra la gente»

Il messaggio del Papa ai rappresentanti della Fisc, a conclusione dell’assemblea straordinaria della Federazione di R. S.
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«Giornali del popolo», «giornali della gente e tra la gente», «palestre di confronto e di dibattito leale fra opinioni diverse». Così Papa Benedetto XVI ha definito i settimanali cattolici riuniti nella Fisc, che proprio in questi giorni ha festeggiato i quarant’anni di fondazione con un’assemblea straordinaria a Roma. Sabato mattina il Pontefice ha ricevuto in udienza i partecipanti all’incontro, presso la Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano. Tra gli altri, erano presenti monsignor Giuseppe Betori, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, don Giorgio Zucchelli, presidente della Federazione italiana dei settimanali cattolici – che ha rivolto un messaggio di saluto al Santo Padre – e i direttori di numerose testate cattoliche, tra cui quello di Romasette.it.

I periodici cattolici, ha detto il Santo Padre, «raccontando le vicende quotidiane», fanno «conoscere quella realtà intrisa di fede e di bontà che non fa rumore, ma costituisce l’autentico tessuto della società italiana». «Continuate, cari amici – ha esortato Benedetto XVI –, a fare delle vostre testate una rete di collegamento che faciliti le relazioni e l’incontro tra i singoli cittadini e le istituzioni, tra le associazioni, i diversi gruppi sociali, le parrocchie e i movimenti ecclesiali», in modo da «favorire un autentico dialogo, indispensabile per la crescita della comunità civile ed ecclesiale». Questo è «un servizio – ha proseguito il Pontefice – che voi potete svolgere anche in campo sociale e politico. Se infatti, come avete ribadito nel vostro Convegno, il legittimo pluralismo delle scelte politiche non ha nulla a che fare con una diaspora culturale dei cattolici, i vostri settimanali possono rappresentare alcuni significativi “luoghi” d’incontro e di attento discernimento per i fedeli laici impegnati in campo sociale e politico, al fine di dialogare e trovare convergenze ed obiettivi di azione condivisa al servizio del Vangelo e del bene comune».

Un compito importante aspetta i direttori e i collaboratori dei settimanali cattolici, per Benedetto XVI. Quello di «educare l’intelligenza e formare l’opinione pubblica secondo lo spirito del Vangelo», di «servire con coraggio la verità, aiutando l’opinione pubblica a guardare, a leggere e a vivere la realtà con gli occhi di Dio». Funzione difficile, ma da perseguire con determinazione, «di fronte ad una multiforme azione tesa a scardinare le radici cristiane della civiltà occidentale».

Il Pontefice si è soffermato anche sul ruolo delle nuove tecnologie che, ha sottolineato, «non hanno reso vana» la funzione dei settimanali cattolici. Anzi. «Per taluni versi – ha spiegato – essa è diventata ancor più significativa ed importante, perché dà voce alle comunità locali che non possono trovare eco adeguata nei grandi organi di informazione. Le pagine dei vostri periodici, raccontando ed alimentando la vitalità e lo slancio apostolico delle singole comunità, costituiscono un prezioso veicolo di informazione e un mezzo di penetrazione evangelica. L’importanza della vostra presenza, opportunamente ribadita anche nel recente Convegno della Chiesa Italiana a Verona, è testimoniata dalla vostra capillare diffusione. Voi potete giungere anche là dove non si riesce ad incidere con i tradizionali strumenti della pastorale».

27 novembre 2006

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