Giornata per la vita, la Messa alla Traspontina
La celebrazione è stata presieduta da monsignor Lorenzo Leuzzi: «Il Vangelo non è una proposta religiosa o sociale, ma l’annuncio che in Gesù Cristo l’uomo può scoprire la pienezza della propria vita» di Daniele Piccini
Sant’Elia Profeta e Sant’Eliseo tengono in mano un palloncino verde con la scritta: «Sì alla vita». L’addobbo sulle due statue, accanto alle colonne dell’altare di Santa Maria in Traspontina, fa da cornice alla celebrazione per la 34esima Giornata per la vita presieduta da monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale universitaria. La Messa, svoltasi domenica 5 febbraio, nella chiesa di via della Conciliazione, è stata animata dalle Cappellanie delle Facoltà di medicina e Chirurgia delle università di Roma.
Giobbe, nella prima lettura, interpella Dio sul senso della propria vita. «Giobbe – spiega monsignor Leuzzi – ha dato voce alla questione più profonda dell’uomo contemporaneo. Nella sua drammatica invocazione, “ricordati che un soffio è la mia vita”, è racchiuso tutto il senso di questa Giornata. L’uomo avverte il desiderio di vivere, ma sa di essere un soffio: per la morte che si avvicina e per la sensazione che stia già morendo nella storia». Idoli si interpongono fra l’uomo e il suo desiderio di vivere. «L’uomo – ha proseguito il presule – desidera uscire dalla solitudine e aprirsi alla vita, ma attende di essere liberato dalle stesse forze che nella sua esistenza sperimenta come forze che lo conducono all’illusione di vivere». Nel brano del Vangelo di Marco, Gesù risponde al desiderio di vita dell’uomo: guarendo prima la suocera di Pietro, poi tanti malati e indemoniati. «Il Vangelo – aggiunge monsignor Leuzzi – non è annuncio di una proposta religiosa o sociale, ma che in Gesù Cristo l’uomo può scoprire la pienezza della propria esistenza. La Chiesa deve liberare l’uomo dall’illusione di trovare altrove la forza di vivere, di credere che alterando la propria identità possa trovare vie più consone alla propria esistenza».
Due, ricorda il vescovo nell’omelia, le principali illusioni che oggi distolgono i giovani dall’apertura alla vita: i rapporti prematrimoniali e la contraccezione. «La sessualità – sottolinea il presule – è molto più impegnativa di quanto ci viene proposto. È il luogo della grandezza dell’uomo. Nel rapporto maschio-femmina l’uomo scopre di essere fatto per uscire da sé ed essere sorgente di vita. Mentre utilizzare l’altro per sé è la negazione della sessualità. Oggi, invece, l’uomo è illuso di potersi liberare dall’etica proprio attraverso la sessualità. Ma nella storia continua il cammino di Gesù che va alla ricerca dell’uomo illuso, perché sa e conosce che l’uomo lo cerca».
Al termine della celebrazione, l’assemblea, composta anche da professori universitari, parlamentari e dirigenti del Movimento per la vita, si è spostata a piazza San Pietro, dove ha partecipato all’Angelus del Papa. «Liberare dalle malattie e predicare – ha detto il Pontefice commentando il Vangelo del giorno – sono state le due principali attività di Gesù. Nella malattia scopriamo che non siamo autosufficienti: la malattia può essere un momento salutare in cui si impara a ricevere attenzione dagli altri. Spesso può diventare una prova che ci schiaccia. Dobbiamo allora reagire con la medicina, certo, ma anche con la fede nella bontà di Dio, che rende possibile l’impossibile. Chiara Badano è stata stroncata nel fiore degli anni da un male senza scampo, eppure chi andava a trovarla riceveva luce». Infine, Benedetto XVI, richiamandosi alla 34esima Giornata per la vita, e condividendo la scelta dei vescovi italiani di dedicarla ai giovani, ha ricordato di «difenderla sempre, a partire dalla nascita e poi in tutte le sue successive condizioni: la giovinezza si realizza infatti proprio nell’accoglienza e nell’amore».
7 febbraio 2012