Giovani al Divino Amore, opportunità per «tornare alle radici»

La celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Vallini ha concluso all’alba di domenica il pellegrinaggio notturno dei giovani al santuario mariano promosso da tre uffici del Vicariato di Marina Tomarro

Percorrere nella notte strade quasi buie, passare attraverso la via Ardeatina davanti a luoghi che hanno segnato anche con il dolore la storia di Roma, ma con una certezza nel cuore: la luce all’ arrivo, perché la meta è il Santuario del Divino Amore, dove c’è Maria che attende i pellegrini. Sono stati oltre 3000 i ragazzi che nella notte tra sabato 10 e domenica 11 maggio hanno partecipato al tradizionale pellegrinaggio notturno al Divino Amore, animato dai giovani della diocesi grazie al supporto del Servizio diocesano per la pastorale giovanile, dell’Ufficio per la pastorale universitaria e del Servizio Vocazioni.

Un pellegrinaggio concluso dalla solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini all’alba di domenica. «Portare i giovani al Divino Amore – ha spiegato il porporato – vuol dire offrire loro la possibilità di tornare alle radici, far vedere una fede genuina, motivata e sincera verso la Madonna. E i ragazzi questo l’hanno capito. L’ho visto nei loro sguardi all’arrivo. Sono tutti qui per chiedere alla Madre di Dio di essere testimoni coraggiosi del Vangelo, nelle loro realtà quotidiane e la loro preghiera, sono certo, è in buone mani!».

Un’iniziativa promossa a pochi giorni della visita di papa Francesco alla parrocchia del Divino Amore «Questi giovani – afferma don Fernando Altieri, il parroco – hanno preparato l’arrivo del Papa in questo luogo santo. Tutti noi lo stiamo aspettando con trepidazione, e lo accoglieremo con semplicità e con il cuore aperto, pronti ad ascoltare le sue parole, che ci doneranno sicuramente un nuovo entusiasmo e tanta gioia».

Entusiasmo tra i giovani partecipanti al pellegrinaggio. «Per me era la prima volta al Santuario del Divino Amore – racconta Caterina Pallaro, studentessa di Giurisprudenza alla Pontificia Università Lateranense – ed è anche la prima volta che ho fatto un pellegrinaggio a piedi! È stata un esperienza molto intensa, non sempre facile in alcuni tratti, ma sapevo che con me camminava anche la Madonna e con lei accanto l’arrivo alla meta era sicuro!».

«È commovente – dice Stefano De Francesco, arrivato con un gruppo di volontari della Comunità di Sant’Egidio – vedere tanti miei coetanei che hanno deciso di passare un sabato sera “diverso” e dedicarlo alla preghiera, a Maria. Mentre camminavano ho avuto occasione di parlare con giovani di gruppi differenti dal mio, e alcuni ragazzi magari avevano deciso di partecipare un po’ spinti dalla curiosità o dai loro amici, e mi dicevano invece che quello che stavano vivendo era qualcosa che ti tocca il cuore , non ti lascia indifferenti. È l’inizio di un cammino!».

Nonostante la stanchezza all’ arrivo, c’è già chi pensa al prossimo anno per attrarre quelli che non hanno potuto o voluto partecipare. «Voglio raccontare questa nottata così particolare a tutti i miei amici! – dice entusiasta Marilena Marsico, studentessa di biologia all’ università di Tor Vergata – e dire loro che l’anno prossimo devono venire tutti con me!».

12 maggio 2014

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