Giovanni Paolo II: il ricordo della diocesi

La veglia in San Pietro con Benedetto XVI, il 2 aprile, e la Messa di suffragio, il 3: continua l’abbraccio di Roma e del mondo di Federica Cifelli

«Oggi ho letto la storia della suora francese che si presume essere guarita dal morbo di Parkinson per intercessione di Papa Giovanni Paolo II. Non sono né cristiano né cattolico; sono hindu, ma profondamente attratto dalla vita di Gesù. Amo la mia religione e non penso di convertirmi, ma sarei onorato se mi regalaste una reliquia del defunto Pontefice». È firmata Ishan, 20 Marzo 2006, Usa, questa testimonianza. Una delle tante che sarà possibile leggere sul numero 1 del mensile “Totus tuus”, il bollettino ufficiale della Postulazione della causa di beatificazione e canonizzazione di Papa Wojtyla, dato alle stampe in questi giorni per essere ultimato proprio il 2 aprile, primo anniversario della morte del Pontefice.

Nell’occasione la Chiesa di Roma si stringerà in preghiera intorno al proprio vescovo, il suo successore Benedetto XVI, al cardinale Ruini e ai vescovi ausiliari in due momenti. Il primo, la sera del 2 aprile, in piazza San Pietro. Quasi a segnare una continuità nella fede con la preghiera che in quelle giornate di un anno fa da quella piazza si alzava spontanea per accompagnare il cammino di Giovanni Paolo II verso la casa del Padre. L’appuntamento è fissato per le 20.30: una preghiera mariana, animata dal Coro della diocesi diretto da mons. Marco Frisina. Una preghiera particolarmente cara al Papa polacco, che alla Vergine aveva dedicato tutto il suo pontificato. Dopo la lettura di alcuni brani tratti dal suo magistero – in particolare dalla “Rosarium Virginis Mariae” – infatti, alle 21 Benedetto XVI si affaccerà dalla finestra del suo studio, dando inizio alla recita del Rosario. Quindi, alle 21.37 circa, l’ora della morte di Giovanni Paolo II, rivolgerà ai presenti la sua parola, concludendo poi la preghiera con la benedizione apostolica.

Una serata, quella di domenica 2 aprile, che unirà nella preghiera centinaia di migliaia di fedeli. In Italia e non solo. Contemporaneamente alla veglia di San Pietro infatti si svolgerà anche a Cracovia una Via Crucis in memoria del Pontefice scomparso, presieduta proprio dal suo segretario particolare Stanislaw Dziwisz, attualmente arcivescovo della diocesi polacca, recentemente creato cardinale da Benedetto XVI. Per quanti saranno in piazza San Pietro sarà possibile seguire la preghiera di Cracovia – dove giungerà a conclusione sabato 1 aprile il processo rogatoriale della causa diocesana di beatificazione e canonizzazione – grazie a un video collegamento.

Un’occasione in più per fare memoria di Giovanni Paolo II rendendo grazie a Dio sarà anche la Messa che Benedetto XVI presiederà in suo suffragio lunedì 3 aprile, alle 17.30 sul sagrato della basilica di San Pietro (per partecipare è necessario richiedere i biglietti alla Prefettura della Casa Pontificia). Sono invitati a partecipare tutti i fedeli della diocesi: quelli che hanno amato Giovanni Paolo II e hanno apprezzato il suo ministero mentre era vivo, ma anche quelli che lo hanno “scoperto” e hanno imparato a conoscerlo solo nei giorni della sua agonia e della morte. Come A. Polonia, che il 20 aprile dello scorso anno lasciò sulla sua tomba questo biglietto, che sarà pubblicato sul prossimo numero di “Totus tuus”: «Ho sempre dato tutto per scontato… Arriva, però, il giorno in cui un uomo muore… scopri che il mondo cambia… il tuo sguardo sul mondo e sulle persone non è più lo stesso… Non sono cattolico, ti ho sempre avvertito distante, ti ho sempre considerato uno straniero e non ho mai notato niente di particolare in te. Pensavo a te come a un semplice impiegato, messo in mostra dai mass-media e dalla Chiesa e presentato come grande guida. Quando sei morto, però, è accaduto qualcosa di strano, di incredibile…Mi è sembrato improvvisamente tutto chiaro e ho realizzato che ciò che pensavo prima era tutto falso… era solo fumo negli occhi. Ti sto scoprendo di nuovo. Comincio a capire, poco a poco, la ricchezza della tua persona. Dopo la tua morte ti sento più vicino, ti capisco più di quando eri in vita. Quanto vale la pena leggere, studiare, approfondire i tuoi scritti… adesso lo so!».

31 marzo 2006

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