Gli «aquiloni» di Mango all’Auditorium Conciliazione

L’eleganza e la poesia dell’artista lucano in concerto per presentare il suo nuovo lavoro. Così l’artista:« Credo che di questi tempi la musica debba provare a rispondere alle problematiche che ci interrogano» di Concita De Simone

Una voce inimitabile, una musicalità originale, una presenza scenica teatrale: questo è Mango (al secolo Pino Mango), cantautore tra i più apprezzati da pubblico e critica sulla scena musicale italiana da 35 anni, uniti dal filo rosso della sobrietà. Sarà in concerto all’Auditorium della Conciliazione di Roma il prossimo 1 dicembre per presentare i brani del suo ultimo album «La terra degli aquiloni», il ventesimo della sua carriera e vale la pena ascoltarlo dal vivo, perché Mango, in scena, porta tutta l’eleganza di un’artista che sa essere classico e moderno al tempo stesso, in un equilibrio delicato. Intense ed emozionanti, le sue canzoni hanno sempre testi poetici e sono accompagnate da una musica pop nel senso più alto del termine.

Per presentare l’ultimo album, Mango aveva scritto una lettera ai fans per parlare «un po’ di me e quindi di questo mio nuovo disco in cui ho cercato di calarmi, con la spudoratezza del cuore, con la lealtà del vivere le sensazioni e la bellezza del suono e del suono della parola. In questo lavoro ho versato e vissuto tutto il sogno e l’emozione del pensare, con assoluto vigore, a quello stato d’animo pronto a schiudersi in prossimità del nuovo e del viscerale. Quel nuovo e viscerale che d’amore sa e d’amore vive assecondando il cuore e la mente; quel nuovo e viscerale, inteso come vantaggio nell’afferrare il sentimento e guidarlo, libero, in un percorso armonico naturale ma irriverente nei confronti della normalità».

Mango, dunque, arriva in profondità sfiorando non solo i sentimenti, ma anche la politica e l’etica. Vedi testi come «Dignitose arrendevolezze», [b«Guarda l’Italia che bella», «La sposa», un inno alla fedeltà e all’istituzione del matrimonio. E a proposito di matrimonio, va detto che ne «La terra degli aquiloni», Mango, che scrive i pezzi (alcuni con Pasquale Panella), canta e produce, ha coinvolto tutta la famiglia, con il figlio 16enne, Filippo, che suona la batteria, la moglie Laura Valente e la figlia Angelina di 10 anni ai cori nel brano “«Starlight», cover della canzone dance dei Superman, una sorpresa tra le melodie consolidate di Mango.

«Un instancabile viaggiatore in cerca del cielo perfetto dove far volare i propri aquiloni, che non ha risolto le variabili del proprio universo artistico»: questo è il Mango di oggi, che alla poesia – tra l’altro sta lavorando al suo terzo libro di poesie e al suo primo romanzo – aggiunge la concretezza: «Credo che di questi tempi la musica debba provare a rispondere alle problematiche che ci interrogano, costringerci a restituire visibilità ai valori veri e farci imparare di nuovo ad esprimerli». Sempre nella lettera aperta, Mango ha dedicato il suo lavoro «a tutti coloro che, come me, hanno bisogno di guardarsi dentro per chiedere un rinnovo continuo alla propria anima, bagnandosi di poesia ed emozione la gola e di stupore il cuore, senza bisogno di guardare le classifiche di vendita e il numero dei passaggi radiofonici». Una bella lezione nel mondo della musica, sempre più business e meno valori.

25 novembre 2011

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