I “buoni lavoro” Inps, strumento innovativo

Una opportunità per eseguire in regola i piccoli lavori domestici, che intende facilitare l’assunzione di lavoratori impegnati per un periodo limitato nel tempo di Massimiliano Casto

I “voucher” o “buoni lavoro” Inps rappresentano uno strumento innovativo, ma ancora poco conosciuto, volto a facilitare l’assunzione regolare di lavoratori impegnati per un periodo di tempo limitato ed in particolari settori produttivi e subordinati. Alcune attività produttive, infatti, richiedono manodopera in particolari situazioni o periodi: si pensi ad esempio alla classica vendemmia che impegna i lavoratori solo per alcuni giorni, oppure alle lezioni private o al giardiniere… I vantaggi per il datore di lavoro sono rappresentati dall’agire nell’assoluto rispetto della legge, ed i lavoratori beneficiano allo stesso modo della condizione di legalità usufruendo di copertura assicurativa e di un compenso che può cumularsi con la pensione.

Dove si comprano.
I buoni lavoro possono essere acquistati dal datore di lavoro presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati o presso gli sportelli bancari abilitati, al costo unitario di 10 euro. Tale importo comprende anche i contributi previdenziali ed assicurativi: i primi corrispondono alla quota del 13% a vantaggio dell’Inps ed i secondi sono pari al 7% a favore dell’Inail. In altre parole al lavoratore spetta l’importo netto di 7,50 euro per ciascun buono.
Oltre ai voucher singoli, vi sono quelli multipli che comprendono 5 buoni non divisibili il cui valore netto totale è pari a 37,50 euro.

Come funzionano.
Il lavoratore, al compimento dell’opera, sarà pertanto pagato attraverso i buoni lavoro, che possono essere riscossi presso qualsiasi ufficio postale o bancario, con l’assoluta certezza che tutti i contributi sono stati regolarmente versati. Per rendere possibile il ricevimento del denaro è necessario che il voucher sia compilato in ogni sua parte, con il codice fiscale del committente e del prestatore oltre che con la data di inizio e fine della prestazione.

Nel caso in cui il datore di lavoro abbia acquistato un numero di buoni che ha scoperto in seguito essere superiore alle sue esigenze, potrà chiedere il rimborso di quelli non utilizzati rivolgendosi direttamente all’Inps. Alla restituzione dei voucher non impiegati, l’Inps provvederà ad effettuare un bonifico a favore del committente.

In quali lavori si utilizzano.
Per maggiore chiarezza, indichiamo di seguito chi ed in quali casi può utilizzare questi buoni. Innanzitutto famiglie, enti senza fini di lucro e soggetti non imprenditori. Imprese agricole per le attività stagionali, oppure per attività non stagionali a condizione che il volume d’affari dell’impresa sia inferiore a 7.000 euro. Imprese familiari che operano nel commercio, turismo e servizi per lo svolgimento di specifiche attività da parte di persone estranee all’impresa. Anche in questo caso è posto un limite al volume d’affari dell’azienda, fissato in 10.000 euro.
Lavoro domestico relativamente ad attività occasionali: di assistenza a componenti della famiglia o di cura della casa; eventi sportivi, culturali, fieristici o legati a iniziative di solidarietà o di emergenza; opere di manutenzione, pulizia e giardinaggio relativamente a edifici, strade, parchi; consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa; insegnamento privato.

I lavoratori.
I prestatori che possono accedere al lavoro occasionale con i buoni lavoro sono tutti gli inoccupati, i pensionati, gli studenti nei periodi di vacanza, i cassintegrati, titolari di disoccupazione ordinaria, i titolari di disoccupazione a requisiti ridotti e i lavoratori in part-time.

2 novembre 2011

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