Il Coro dell’Opera in concerto al Santo Volto

Il maestro Roberto Gabbiani presenta l’appuntamento del 26 gennaio nella chiesa parrocchiale della Magliana, inserito nel progetto “Una porta verso l’infinito”. In programma brani di Mendelssohn e Schumann di Mariaelena Finessi

«L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto». A queste parole di Benedetto XVI, che spiegano il ruolo della creatività umana nella ricerca di un senso “altro” della vita, è ispirato il progetto «Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’Arte» avviato nel dicembre 2011 dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma in collaborazione con il Pontificio Consiglio della cultura. Occasione di incontro tra musica, arte, teatro e cinema, all’iniziativa aderisce anche il Coro del Teatro dell’Opera di Roma. In questa intervista a Roma Sette, il direttore del Coro della prestigiosa istituzione, il maestro Roberto Gabbiani, racconta il posto che la musica occupa nella vita dell’uomo.

Felix Mendelssohn Bartholdy e Robert Schumann, amici nella vita, si ritrovano virtualmente nel concerto che lei dirigerà il 26 gennaio, alle 21, nella chiesa del Santo Volto di Gesù, nel quartiere della Magliana.
Di Mendelssohn proporremo il «Te Deum» per soli, coro e organo mentre per Schumann la «Messa in do minore op. 147» per soli, coro e organo. I due brani saranno eseguiti di seguito, senza interruzioni, per un viaggio spirituale di grande levatura. Sono infatti convinto che si possa passare da un «Te Deum» – che l’autore aveva concepito in modo intimistico, nonostante spesso ne venga sottolineata invece l’enfasi e la magniloquenza – alla sacralità della «Messa» di Schumann, che da poco si era convertito al cattolicesimo. E in questo che è uno dei capolavori della spiritualità romantica, in cui il compositore alterna la tradizione tedesca – fatta di dialoghi polifonici, forme fugate, contrappunti – ad una certa dolcezza dalla forma lirica, per me è racchiuso il momento culminante dell’espressività dell’animo umano.
Forse per la prima volta, a Roma, un’istituzione così prestigiosa, come è appunto il Teatro dell’Opera, viene coinvolta in una iniziativa popolare, aperta a tutti.
Evocare il sacro è un nostro dovere ed io sono felice di questa operazione nel cui intento c’è la divulgazione ad un pubblico più ampio possibile della musica come linguaggio, appunto, anche del sacro. Non è detto poi che la musica debba convergere nei luoghi deputati solitamente al suo ascolto, quindi nel teatro o all’auditorium, e, soprattutto, non è detto che debba essere fruita solo da coloro che possono permetterselo in termini economici. L’ascolto e il godimento dell’arte devono essere possibili per tutti ed è questo il messaggio che lanciamo portando un concerto dal linguaggio non comune in un quartiere non facile come è quello della Magliana.
Nel recente incontro promosso sempre nell’ambito di «Una porta verso l’Infinito», l’arcivescovo Rino Fisichella ha sottolineato come l’arte rappresenti non solo «un elemento ornamentale quanto, piuttosto, la descrizione di un’esperienza di fede che merita di essere raccontata e partecipata». La musica, dunque, strettamente connessa alla spiritualità dell’uomo.
La cultura non deve essere concepita come un mostro sacro perché, in realtà, fa parte della crescita dell’uomo. In altri termini, è cultura tutto ciò che portiamo a compimento nei nostri passi quotidiani. Ciò che è importante è che essa abbia la manifestazione più ampia possibile. Quanto all’arte, è fondamentale che essa torni ad essere puto di ritrovo intellettuale.
Cosa intende?
Dubbie situazioni mediatiche ci hanno allontanato dalla vera arte, che non è mero «ludus» ma forza motrice del pensiero dell’uomo. La crescita umana passa attraverso la ricerca e la creazione e poiché quando l’uomo crea, crea arte, v’è reale fratellanza se tutti possono goderne.

23 gennaio 2012

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