Il Papa in visita alla Gregoriana

Venerdì 3 Benedetto XVI visiterà l’ateneo dei gesuiti. La gratitudine del rettore, padre Gianfranco Ghirlanda di Angelo Zema

Visita il sito internet

Benedetto XVI sarà domani, venerdì 3 novembre, in visita alla pontificia Università Gregoriana. «Il rettore e l’intera comunità universitaria nelle sue varie componenti, studenti, docenti e amministrativi – dice un comunicato dell’ateneo di piazza della Pilotta – sono lieti di accogliere la visita del Santo Padre. Il rettore, il gesuita padre Gianfranco Ghirlanda, vede in questa visita un segno di benevolenza e di affetto da parte del Santo Padre, che secondo gli statuti, per disposizione di Pio XI, governa la Gregoriana tramite il prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica (che ne è il gran cancelliere). Secondo il rettore, la visita «è una manifestazione di particolare devozione e di fedeltà al Successore di Pietro da parte del corpo docente e degli studenti provenienti da tutte le parti del mondo».

Il Papa arriverà alle 10.30 e sarà accolto dal cardinale Zenon Grocholewski, gran cancelliere, da padre Peter-Hans Kolvenbach, preposito generale della Compagnia di Gesù e vice gran cancelliere, dal rettore e da padre Iñigo Echarte, delegato del preposito generale. Seguirà la visita nella cappella degli studenti e il saluto alle otto suore della comunità. Previsti il saluto del rettore, di uno studente e del segretario generale Luigi Allena, e quindi il discorso del Santo Padre, che visiterà poi il Centro convegni Matteo Ricci e incontrerà la locale comunità dei Gesuiti.

Dopo la Lateranense, è la seconda visita di Benedetto XVI in un ateneo pontificio nell’arco di quindici giorni. Un’università, la Gregoriana, che affonda le sue radici nell’impegno di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù. Nel 1551 Ignazio dette vita in un palazzo romano (ora scomparso), situato alle falde del Campidoglio, nella “Via Capitolina” (oggi Piazza d’Aracoeli), alla prima scuola dei padri gesuiti con annessa la prima biblioteca: fu chiamata Collegio Romano. Il successo costrinse ad un cambio di sede. Nel 1584, infatti, Papa Gregorio XIII inaugurò la nuova sede del Collegio Romano in un palazzo nell’omonima piazza tutt’ora esistente, e da tale Papa, che fu detto “fondatore e protettore”, il Collegio prese il nome di «Gregoriana».

Nel 1773, in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, fu affidato alla custodia del clero secolare romano, per essere riconsegnato poi alla rifondata Compagnia il 17 maggio 1824 dal Papa Leone XII. Nel 1873 il Collegio Romano subì un altro trasferimento, questa volta la nuova sede fu individuata in Palazzo Borromeo, sempre a Roma in via del Seminario, oggi sede del Collegio Bellarmino, e fu allora che Papa Pio IX permise al Collegio di assumere il titolo di “Pontificia Università del Collegio Romano”. Ma l’università continuò a crescere e con essa le esigenze di spazio, perciò fin dal 1919 Benedetto XV acquistò nella piazza della Pilotta, a due passi da piazza Venezia, il terreno per l’erigenda nuova Università, e nel 1924 vi fu la posa della prima pietra. Una localizzazione prestigiosa, in una piazza tra l’altro ristrutturata proprio nei mesi scorsi.

Ricordiamo che la Gregoriana dispone di sei facoltà (Teologia, Diritto canonico, Filosofia, Storia e Beni culturali della Chiesa, Missiologia, Scienze sociali) e di quattro istituti (Spiritualità, Psicologia, Scienze religiose, Religioni e culture). Numerosi gli studenti illustri della sua storia, tra cui alcuni santi (Roberto Bellarmino, Luigi Gonzaga, Massmiliano Kolbe) e tre Papi del XX secolo, Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo I. Ma tra gli studenti vale la pena ricordare anche Giacomo della Chiesa, eletto al soglio di Pietro con il nome di Benedetto XV.

L’ateneo vanta inoltre il moderno Centro convegni intitolato a Matteo Ricci, il gesuita che nel XVI secolo fondò la prima missione cattolica in Cina. Una moderna struttura che sarà visitata dal Papa e che comprende alcune sale e aule multifunzionali. Infine, va detto che nella Gregoriana è attivo il Centro Interdisciplinare sulla Comunicazione Sociale, che ha l’obiettivo di «sviluppare una visione per la comunicazione e partecipazione dei media nella Chiesa cattolica», formando «leader nell’ambito della comunicazione ecclesiale, attraverso la ricerca accademica in aree pertinenti al mandato della Chiesa».

2 novembre 2006

Potrebbe piacerti anche