Il “Rigoletto” alle Terme di Caracalla
Il regista Lamberto Pugelli porta sul palco allestito davanti alle rovine romane l’opera verdiana. Il ruolo del buffone è affidato a Vladimir Stoyanov; la voce di Gilda è quella di Jessica Pratt di Francesco d’Alfonso
«Non addormentarti: scuotiti: fa presto». Con questo impetuoso monito Giuseppe Verdi, nel 1850, incitava il veneziano Francesco Maria Piave a scrivere il libretto per una nuova opera tratta dal dramma di Victor Hugo “Le roi s’amuse”, definendolo «il più gran soggetto e forse il più gran dramma dei tempi moderni». Da questa pièce, riadattata sostituendo il re Francesco I di Francia con l’anonimo Duca di Mantova, nasceva “Rigoletto”, prima opera della cosiddetta “trilogia popolare” e chiave di volta dello sviluppo artistico di Verdi: con essa si conclude il ciclo definito “degli anni di galera” e comincia il periodo della maturità, in cui il compositore raggiunge in maniera compiuta lo spessore drammatico della sua arte.
“Rigoletto” andrà in scena alle Terme di Caracalla dal 28 luglio all’8 agosto (7 recite), in un nuovo allestimento con la regia di Lamberto Pugelli e le scene e i costumi di Maurizio Varamo. Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera di Roma sarà il maestro Donato Renzetti, direttore d’orchestra italiano tra i più affermati nel mondo.
Quest’opera verdiana è opera di contrasti: ma per la prima volta nel melodramma i contrasti non sono ideali, tra vizio e virtù ad esempio, o tra buoni e cattivi, ma sono assolutamente interiori ai personaggi. «Tutti si travestono, si mascherano, sono altro da sé. Il Duca – dice il regista Pugelli – è il despota libertino e prepotente, ma è anche lo studente povero; Rigoletto è il buffone laido e il padre amoroso; Gilda si traveste da uomo e si fa uccidere per amore e il suo sentimento, nascosto al padre, la conduce al finale tragico, dove gioca l’ultimo equivoco». “Rigoletto” sarà quindi messo in scena come una tragedia degli equivoci, sfruttando al massimo la suggestiva cornice archeologica del palcoscenico. «A Caracalla – spiega il regista –, in questo rudere intriso di antichità e storia, s’innalza il dolore di un padre, evocato dalla musica, a cui assistono indifferenti e immobili maschere bianche, in un tempo fuori dal tempo. Poi improvvisamente siamo fra i magnifici arazzi dei Gonzaga, siamo a una festa cinquecentesca opulenta e carnale, esattamente come volevano Verdi e il librettista Piave».
Un cast internazionale sarà protagonista del nuovo “Rigoletto” romano: il ruolo del buffone sarà affidato a Vladimir Stoyanov, quello del Duca di Mantova a Celso Abelo, l’infelice Gilda avrà la voce di Jessica Pratt, il truce Sparafucile sarà interpretato da Riccardo Zanellato e la procace Maddalena da Renata Lamanda.
26 luglio 2010