Il Teatro dell’Opera riparte da Verdi

Presentata la nuova stagione musicale del Costanzi, ancora all’insegna del bicentenario verdiano. Dal 30 gennaio al 6 febbraio, spazio al Novecento musicale. Prosegue anche il progetto su Benjamin Britten di Mariaelena Finessi

Dopo il trionfo del “Nabucodonosor” diretto da Riccardo Muti sul palco del Festival di Salisburgo, «che ha consacrato l’Opera di Roma tra i maggiori teatri a livello mondiale», come spiega con orgoglio il Sovrintendente dell’ente Catello De Martino in occasione della presentazione della stagione musicale 2013/2014 del Costanzi, l’inaugurazione del nuovo cartellone sarà ancora all’insegna del bicentenario verdiano. Il 27 novembre, il sipario dell’Opera si alzerà infatti su Ernani, melodramma basato sull’opera teatrale di Victor Hugo in cui Verdi anticipa caratteri e psicologie che svilupperà nelle creazioni successive, quelle definite «della maturità». Sul podio sempre Muti, mentre la regia, le scene e i costumi dell’allestimento saranno firmati da Hugo de Ana. Il cast, di fama internazionale (Luca Salsi, Tatiana Serjan, Anna Pirozzi, Francesco Meli, Ildar Abdrazakov, Ildebrando D’Arcangelo), sarà presente anche nella tournée in Giappone, quando a maggio 2014 gli altri due capolavori del compositore italiano, Nabucco e Simon Boccanegra, saranno rappresentati nel Paese del Sol Levante. Lo spettacolo, in scena fino al 14 dicembre, è coprodotto con la Sidney Opera House.

Dal 30 gennaio al 6 febbraio, come di consueto, va in scena il Novecento musicale, con due piccoli gioielli di Maurice Ravel, qui diretti da Charles Dutoit: la “fantasie lyrique” L’enfat et les sortilèges e L’heure espagnole, opera che tardò ad andare in scena, dal 1907 al 1911, perché ritenuta scabrosa nella sua storia. Mentre dal 27 febbraio all’8 marzo torna ad alzarsi la bacchetta di Riccardo Muti che collabora per la prima volta con il soprano russo Anna Nebretko, in Manon Lescaut di Puccini, con la regia di Chiara Muti, figlia del grande maestro. Pier Luigi Pizzi riporta in scena a Roma (dopo anni di assenza) Maometto II di Rossini (dal 28 marzo all’8 aprile), diretto da Roberto Abbado e dall’8 al 14 maggio torna in scena anche il divertente allestimento (del 2011) de L’elisir d’amore di Donizetti con la regia di Ruggero Cappuccio.

Prosegue anche il progetto dedicato a Benjamin Britten: dopo il Curlew River, viene proposto l’evento The Prodigal Son, parabola andata in scena la prima volta il 10 giugno 1968 nella Orford Church per il Festival di Aldeburgh, che narra la vicenda del figliol prodigo con la sua enfasi sul pentimento e sul perdono, diretta da James Conlon con la regia di Mario Martone nella basilica di Santa Maria in Ara Coeli. Unica data, sabato 5 luglio. Attenzione è data anche ai grandi classici amati dal pubblico: con la Carmen di Bizet (dal 18 al 28 giugno) e con il Rigoletto di Verdi (dal 21 al 31 ottobre). La prima, nella coproduzione realizzata con il Teatro di Santiago del Cile per la regia di Emilio Sagi al suo debutto all’Opera e il secondo nel nuovo allestimento di Leo Muscato, diretto da Renato Palumbo e interpretato da Luca Salsi nel ruolo di Rigoletto che chiuderà la stagione operistica. Un impegno importante, dunque, quello dell’Opera di Roma, «che per volontà e per necessità coniuga la sostenibilità economica alla qualità», spiega il direttore artistico del Costanzi Alessio Vlad. E aggiunge: «Sarà istituito il premio Giovani compositori dell’Opera», senza per questo dimenticare «il supporto dato e che continueremo a dare, all’orchestra giovanile e il coro delle voci bianche». Bruno Vespa, giornalista e vicedirettore dell’ente, precisa come il Teatro sia andato in pareggio di bilancio: cosa che potrebbe significare, in tempi brevi, l’autonomia amministrativa, quindi la pianificazione pluriennale delle attività e la possibilità di fare contratti a lungo termine ad artisti di altissimo livello. Numerosi anche i progetti in cantiere, dal recupero degli spazi per i musicisti alla ristrutturazione degli ambienti interni, dalla cura della didattica fino alla riapertura degli spazi del Teatro Nazionale.

1° ottobre 2013

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