La diocesi vicina alla popolazione di Haiti
La Caritas di Roma promuove una colletta di solidarietà per sostenere gli interventi della Caritas locale a sostegno delle persone colpite dal devastante sisma di R. S.
La Caritas diocesana di Roma esprime viva partecipazione al dolore della popolazione di Haiti colpita dal devastante terremoto, di magnitudo 7.0 della scala Richter, che ha investito ieri (12 gennaio 2010) la capitale Port au Prince, provocando migliaia di vittime e danni enormi.
Haiti è il paese più povero dell’America Latina ed è periodicamente provato da calamità naturali e crisi sociali. Dei circa nove milioni di abitanti – su una superficie che è poco più di quella della Sicilia – oltre la metà vive con meno di un dollaro al giorno.
La rete di Caritas Internationalis è impegnata da tempo accanto alla Chiesa locale in interventi a favore delle fasce più deboli della popolazione. Dopo questa nuova emergenza la rete Caritas torna a lanciare il suo appello per Haiti per poter far fronte in modo efficace alla fase di urgenza e programmare anche i primi interventi di recupero.
Per questo la diocesi di Roma istituisce un fondo di solidarietà che «oltre a sostenere i superstiti in questi giorni di emergenza, sia segno di speranza e di vicinanza per la popolazione» ha commentato monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma. Caritas diocesana di Roma, Causale “HAITI – terremoto”; piazza S. Giovanni in Laterano 6 – 00184 Roma; conto corrente postale n. 82881004 (IBAN: IT77K0760103200000082881004); bonifico bancario: Banca Intesa – filiale Roma 081 – IBAN: IT13R0306905032000009188568
La situazione, per ora, è difficile da gestire. «Temiamo che le conseguenze del terremoto siano impressionanti, con grandi difficoltà per organizzare i soccorsi. Potrebbero essere state colpite anche realtà che normalmente portano aiuti», afferma Paolo Beccegato, responsabile dell’area internazionale di Caritas italiana. Beccegato, che è stato ad Haiti un anno fa, non riesce a mettersi in contatto con la Caritas locale: le linee telefoniche non funzionano e potrebbero essere state danneggiate anche strutture ecclesiali. Le agenzie dicono che la cattedrale è distrutta. «Temo fortemente che ci siano vittime anche tra i cattolici – dice –. Se ben ricordo, le abitazioni non erano costruite con accorgimenti antisismici, perché la zona dei Caraibi non era mai stata colpita da terremoti così forti. Haiti è un Paese di una povertà impressionante: i telefoni funzionavano già male, le strade erano già impraticabili. Sarà molto difficile organizzare gli aiuti».
13 gennaio 2010