La santità e il carisma dell’adorazione perpetua

Sabato 3 maggio, nella basilica Lateranense, sarà beatificata Madre Maria Maddalena dell’Incarnazione, morta nel 1824 a Roma di Claudio Tanturri

«Gesù sia da tutti conosciuto, amato, adorato e ringraziato ogni momento nel Santissimo e Divinissimo Sacramento». Un anelito che ha portato molti frutti, quello di madre Maria Maddalena dell’Incarnazione, fondatrice dell’ordine delle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento, che sarà beatificata sabato 3 maggio. La Messa, che sarà concelebrata dal cardinale Camillo Ruini, sarà presieduta alle 16 nella basilica Lateranense dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

Caterina Sordini, questo il suo nome al secolo, nasce il 16 aprile 1770 a Porto Santo Stefano (Grosseto). A 18 anni, dopo un’iniziale opposizione del padre, entra nel Monastero delle Terziarie Francescane di Ischia di Castro (Viterbo). Qui prende il nome di suor Maria Maddalena dell’Incarnazione. Dopo un anno, mentre riordina il refettorio, all’improvviso, trasportata fuori dai sensi, vede Gesù che le rivela la sua nuova missione: «Istituire nella Chiesa un ordine monastico dedito alla contemplazione e alla ininterrotta adorazione al Mistero Eucaristico allo scopo di rendergli lode onore e gloria giorno e notte, in riparazione e supplica a nome di tutti gli uomini».

Nei 19 anni seguenti, che passa ancora nel monastero di Ischia di Castro divenendone badessa, inizia la stesura delle Costituzioni del nuovo ordine contemplativo. Il 31 maggio 1807, accompagnata da due consorelle, lascia la provincia di Viterbo per Roma. Qui inaugura la prima casa delle Adoratrici in un ex convento carmelitano alle Quattro Fontane.

Il 13 febbraio 1818, Pio VII approva l’Istituto, dedito alla pubblica esposizione dell’Eucaristia, con la continua adorazione. Madre Maria Maddalena muore il 29 novembre 1824. Oggi l’ordine conta più di 90 case in Europa, America, Africa e Asia. Il 24 aprile 2001 Giovanni Paolo II la dichiara «Venerabile» e il 17 dicembre 2007 Benedetto XVI, riconoscendo un miracolo attribuito alla sua intercessione, ne concede la beatificazione.

Quella prima casa, fondata alle Quattro Fontane, dopo molte peripezie, è stata trasferita a via del Casaletto 268 dove, esattamente 40 anni fa, fu costruito l’attuale convento e dove furono traslate le spoglie mortali della futura Beata.

C’è trepidazione tra le religiose. Le 15 suore che vi abitano, sotto la guida di madre Maria Caterina Orrù, dicono di «vivere un momento veramente speciale». Questo clima di gioia e di festa, sottolineano, «ci ha portato a un impegno di rinnovamento del nostro carisma e a una condivisione più forte di esso con le consorelle delle altre case nel mondo. Nel perfetto stile dell’attuazione della regola di Sant’Agostino, lasciataci dalla madre e fondata su unità e amore».

Alla liturgia di sabato, oltre al postulatore, il francescano minore conventuale, padre Ernesto Piacentini, rappresenteranno la congregazione circa 300 suore. Domenica 4, nella chiesa del monastero, il vescovo di Campeche (Messico) monsignor Ramón Castro Castro presiederà la Messa di ringraziamento (ore 17).

2 maggio 2008

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