La stagione a Santa Cecilia
Il cartellone della più antica istituzione sinfonica, che vede il maestro Pappano come direttore musicale di Enrica Patrone
A Napoli le precarie condizioni di salute gli hanno fatto disertare l’inaugurazione di stagione al Teatro San Carlo, di cui è responsabile musicale, e per questo a Roma l’attesa si è fatta più vivace: il raffinato direttore inglese Jeffrey Tate salirà sul podio dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium, nei prossimi concerti del 5 (ore 21) e 6 novembre (ore 19.30). Un programma, a dispetto degli oltre 60 anni del maestro, scherzoso e infantile, a partire dalla Settima Sinfonia di Prokof’ev, terminata dal compositore russo nell’imminenza della morte, avvenuta nel 1953, e pervasa proprio per questo da un senso di nostalgia per la giovinezza perduta si traduce in gioco, quasi “clownerie”. Segue il Concerto per clarinetto di Copland, con solista Alessandro Carbonare, dove all’intenso e tutto americano lirismo del primo tempo, si succedono due sezioni rallegrate da impertinenti tinte jazzate, che convinsero il grande Benny Goodman ad eseguirlo e ad inciderlo su disco. Chiude il concerto la fiabesca suite “Ma Mère l’Oye”, che Ravel compose ispirandosi alle celebri favole di Mamma Oca.
Il nuovo cartellone della più antica istituzione sinfonica, al via il 12 ottobre, ha come punto di forza le celebrazioni per i 300 anni del viaggio in Italia del compositore sassone Haendel, e come fulcro il maestro Antonio Pappano, direttore musicale da tre anni e riconfermato fino al 2013, che dopo l’inaugurazione tornerà sul podio per il “Guillaume Tell” di Rossini in forma di concerto (24, 26, 28 novembre), nella versione originale francese, finora mai data a Roma. Bruno Cagli, presidente dell’Accademia, aveva caldeggiato la scelta del direttore italo-inglese, strappato alla carriera negli Usa «soprattutto in vista delle celebrazioni del centenario dell’Augusteo, prima sede per i concerti di Santa Cecilia, e dell’orchestra». Da parte sua, il maestro Pappano ha spiegato: «L’idea di rimanere a Roma era per me ovvia sin dall’inizio, ora sono felice di poter approfondire il lavoro iniziato e di pensare a come proiettare l’orchestra nel futuro, sia in Italia che all’estero». I prossimi progetti porteranno nel 2009 Pappano e Santa Cecilia in concerti a Vienna e in tournée inglese e spagnola, mentre nel 2010 toccherà all’Estremo Oriente, suonando in Cina.
Rimanendo all’attuale stagione 2007-2008, segnaliamo i concerti barocchi con Ton Koopman, uno dei maggiori interpreti bachiani,e l’ampio spazio riservato ai direttori giovani: il cinese Tan Dun (attualmente uno dei più richiesti in campo mondiale), Daniele Gatti (dirigerà “Parsifal” in forma di concerto), Yuri Terminarkov, (molto atteso “Ivan il Terribile” di Prokofiev creazione congeniale al maestro russo), Vladimir Jurowski (una delle maggiori promesse del panorama internazionale), Emanuel Krivine (alla guida della Filarmonica del Lussemburgo), Robin Ticciati (strabiliante rivelazione dell’ultima leva) e Gustavo Dudamel (giovane bacchetta venezuelana che ha conquistato l’Europa), ma anche i grandi André Previn e Georges Prêtre.
Non meno importante il panorama pianistico con Maurizio Pollini, il fenomeno cinese Lang-Lang, la somma Martha Argerich, Ramin Bahrani, Mitsuko Uchida, Grigory Sokolov, Radu Lupu, Krystian Zimmermann,Alfred Brendel, Stefano Bollani, Eugenij Kissin, Roberto Prosseda, Rudolf Buchbinder, Si aggiungano complessi da camera e altri solisti di cartello quali Heinz Holliger, il violinista Gil Shaham, Uto Ughi, il quartetto Artemis, il Tokio String Quartet, Le Concert d’Astree (rivelazione del Festival di Cortona), il quartetto Alban Berg, il violinista Sergey Krylov, il trombettista Hakan Hardenberger, il violoncellista Mario Brunello e il chitarrista Pepe Romero.
Oltre all’attività formativa dei corsi di perfezionamento, cui quest’anno si aggiunge quello di viola, e alle conferenze degli Amici di Santa Cecilia, corredano i concerti le mostre e gli approfondimenti (“Degno di note”, “Dentro la musica” e “I salotti del venerdì”). Entro dicembre inoltre termineranno i lavori per il nuovo Museo degli Strumenti Musicali e così verranno esposti finalmente, dopo secoli, strumenti rarissimi ed eccezionali, tra cui la collezione di liuti della regina Margherita.
Questo mese si inaugura anche la rassegna “Musica e Poesia”, da martedì 6 novembre al Teatro Studio dell’Auditorium: 12 appuntamenti quindicinali, con liriche interpretate da celebri attori accompagnati dalle musiche che quei versi hanno ispirato. Protagonista della prima serata, alle ore 21, Piera degli Esposti che leggerà Gozzano e Palazzeschi, accompagnata al pianoforte da Antonio Di Pofi, con l’allestimento di Manuel Giliberti. «Un’occasione – ha sottolineato l’attrice – che mi ha fatto amare Palazzeschi, un “bambino” capace di giocare e divertirsi fino ad oltre ottant’anni, cristallizzando il suo mondo infantile; e Gozzano, con un destino diverso, che invece non voleva morire». Sarà poi Sonia Bergamasco ad interpretare, il 13 novembre, le liriche amorose di Auden ed i giochi lessicali di Edith Sitwell accompagnati dalla musica parodistica di Walton. Ai versi di Montale e Saba sarà dedicato invece l’appuntamento del 4 dicembre con la magistrale lettura di Roberto Herlitzka. «Due poeti legati da un forte egocentrismo – ha sottolineato Herlitzka – che in Saba è legato ad una base nevrotica straziata e straziante, mentre in Montale da una tendenza all’assoluto della forma. Mentre Saba cerca la semplicità, Montale ambisce all’astrazione». Una rassegna che farà apprezzare al grande pubblico la voce della poesia e la sua trasfigurazione in suoni.
31 ottobre 2007