Matteo Truffelli è il nuovo presidente dell’Azione cattolica italiana

La nomina annunciata dal presidente della Cei Angelo Bagnasco. Docente di Storia delle dottrine politiche e già direttore dell’Istituto Bachelet, resterà in carica fino al 2017 di F. Cif.

Emiliano, 44 anni, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Parma, Matteo Truffelli è il nuovo presidente dell’Azione cattolica italiana per il triennio 2014 – 2017. La nomina è arrivata ieri pomeriggio, mercoledì 21 maggio, dal presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco: il Consiglio permanente della Cei ha scelto il nome di Truffelli, già direttore nell’associazione dell’Istituto per lo studio dei problemi politici e sociali Vittorio Bachelet, all’interno della terna che il nuovo Consiglio nazionale di Ac aveva indicato al termine della XV Assemblea nazionale.

La gratitudine è il primo sentimento nelle parole di saluto del nuovo presidente, delegato regionale di Ac per l’Emilia Romagna negli ultimi due trienni, dal 2008 al 2014, insieme all’affidamento al signore del «cammino che mi attende». A sostenerlo, la certezza che « in Azione cattolica non c’è responsabilità personale che non sia anche corresponsabilità, non c’è scelta che non sia l’esito di un discernimento comune, e che dunque nel mio compito sarò affiancato e sostenuto da tutta l’Associazione». La fiducia «che i nostri Vescovi hanno riposto nella mia persona – continua – è la rinnovata espressione di quella “stima” e di quell’“affetto”, di quella “simpatia e fiducia” con cui i nostri Pastori guardano all’Azione cattolica italiana, come ci ha ribadito il cardinale Angelo Bagnasco nella sua omelia del 3 maggio all’Assemblea nazionale. A tutti i nostri Vescovi mi sento di dire in questo momento che, come abbiamo scritto nel Messaggio finale dell’Assemblea dell’Ac, “noi ci siamo, nei piccoli centri di mare o di montagna, come nei grandi conglomerati urbani, nei quartieri dove straripa il malaffare e nelle cittadine operose e produttive. Ci siamo per sostenere la ricerca di senso e speranza che alberga nel cuore di ciascuno. Ci siamo per costruire “sentieri di gioia” con i ragazzi, i giovani e gli adulti dei nostri territori. Ci siamo per testimoniare l’amore privilegiato di Dio verso chi si sente vinto dalle difficoltà, in particolare i giovani senza lavoro, le famiglie in crisi, gli anziani soli, gli immigrati sfruttati, i poveri senza speranza».

All’inizio della nuova responsabilità associativa, inevitabile il ricordo grato dei predecessori, «in particolare Franco Miano, che ha vissuto il suo servizio con straordinaria generosità, intelligente sapienza, profonda umanità e grande fede». A tutti «i bambini, i ragazzi, i giovani e gli adulti che animano la vita delle parrocchie e delle città in tutto il Paese», ancora, l’invito a continuare a «camminare insieme per un’Azione cattolica sempre più capace di essere “corresponsabile della gioia di vivere” delle persone». Un ultimo riferimento, infine, ai tre verbi affidati all’associazione da Papa Francesco nell’incontro del 3 maggio scorso: «Rimanere con Gesù», «andare per le strade», «gioire ed esultare sempre nel Signore». «Tre consegne – osserva il nuovo presidente – che possono essere sintetizzate in un’altra espressione, “scelta missionaria”, con cui il Santo Padre ci ha indicato la strada da percorrere. A lui va un pensiero colmo di gratitudine, per il suo magistero fatto di gesti, di segni e di parole, di misericordia e di gioia». Soprattutto alla vigilia del viaggio in Terra Santa, in cui l’Ac lo accompagnerà «con l’affetto e con la preghiera».

L’ultimo pensiero è per Vittorio Bachelet, che «esattamente cinquant’anni fa, in questi giorni, venne nominato alla presidenza generale dell’Associazione. Con lui – rileva Truffelli – vorrei dire che l’Azione cattolica continua, come allora, ad esistere non per se stessa ma per “aiutare gli italiani ad amare Dio e ad amare gli uomini”».
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Gioia e gratitudine anche nelle parole del presidente uscente Franco Miano. «L’avvicendamento nel servizio all’Ac nazionale nell’ottica della corresponsabilità – osserva – è un segno bello e importante della continuità nella vita associativa e del cammino sempre nuovo a cui l’Azione cattolica è chiamata. Ma la gioia per questa nomina è ancora più grande perché Matteo sarà sicuramente una bella figura di Presidente in quanto è persona sobria ed essenziale, forte e generosa, colta e semplice, laico credente e ricco di passione associativa, testimone del Risorto».

22 maggio 2014

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