Monaci, il respiro del mondo

Dal 1° marzo un ciclo d’incontri al Centro Russia ecumenica per spiegare il ruolo e l’importanza dei contemplativi. Il responsabile don Sergio Mercanzin: «Il mondo non può vivere senza» di Francesca Samà

Chi sono i monaci? Quali sono le loro funzioni e qual è il ruolo del monachesimo nel mondo? Sono questi gli interrogativi a cui si cercherà di dare una risposta durante il ciclo di cinque incontri intitolato “Monaci come alberi” organizzato dal Centro Russia ecumenica sito in via Borgo Pio 141.

«Il monachesimo – spiega don Sergio Mercanzin, fondatore e responsabile del Centro dal 1976 – è non solo importante per gli uomini ma indispensabile. I monaci infatti sono come gli alberi: senza di essi non vi sarebbe il respiro». Questi religiosi vivono appartati dal resto del mondo «ma – aggiunge don Mercanzin – il resto del mondo non può vivere senza di loro; ogni credente ha infatti spesso bisogno di confrontarsi con qualcuno che vive a stretto contatto con Dio». Il celebre scrittore russo Dostoevskij, ricorda a questo proposito il responsabile del Centro, ha scritto dei bellissimi racconti «in cui anche dei principi facevano ricorso ai monaci perché li consideravano dei fari e dei maestri spirituali da cui trarre conforto».

Il ciclo d’incontri prenderà il via al Centro Russia ecumenica giovedì 1° marzo alle 16.30 con l’intervento di padre Germano Marani, padre spirituale del collegio Russicum, su “Il monaco orientale”. «Il religioso – spiega don Mercanzin – farà un confronto tra ciò che differenzia i monaci orientali da quelli occidentali ma soprattutto metterà in luce ciò che li accomuna, ovvero la dedizione a Gesù Cristo». L’esperienza monastica, aggiunge ancora il responsabile del Centro, è «un punto di riferimento per tutti i battezzati perché il monaco compie un itinerario spirituale che partendo dalla rinuncia a stesso cerca di giungere alla carità perfetta partecipando all’amore di Dio per tutte le creature».

Gli altri incontri si svolgeranno ogni giovedì del mese di marzo, sempre alle 16.30, nei locali del Centro. Previsti gli interventi, rispettivamente per l’8 e il 15 marzo, di padre Adalberto Piovano e di don Stefano Caprio. Il primo, fondatore di un monastero in una foresta nei pressi di Varese, interverrà su “Il ruolo del monachesimo nel mondo”; don Stefano Caprio invece, che è stato parroco per 15 anni nella città russa di Vladimir, parlerà insieme allo slavista Sante Graciotti su “I monaci cuore silenzioso della chiesa russa”. Il 22 marzo sarà la volta poi del sacerdote rumeno don Lino Popian, che riferirà su “Il monachesimo della Santa Montagna”, raccontando anche le sue esperienze di vita in Romania da dove è fuggito a seguito delle persecuzioni religiose. Chiude il ciclo d’incontri l’intervento del 29 marzo di Barbara Frale, dell’Archivio segreto vaticano, su “I monaci guerrieri”.

La partecipazione agli incontri è libera e gratuita. Per informazioni è possibile visitare il sito del Centro.

28 febbraio 2012

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