Musica per l’ambulatorio vincenziano
Mercoledì 12 maggio all’auditorium Due Pini, in via Zandonai, la musica di Carlo Loffredo a sostegno delle attività del centro odontoiatrico intitolato a Padre Menichelli di Nicolò Maria Iannello
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La musica tocca i cuori e muove alla solidarietà. Per questo, mercoledì 12 alle 20 presso l’auditorium di Roma “Due Pini”in via Zandonai 2, l’associazione Solidarietà vincenziana apre le porte per parlare delle sue iniziative per i più bisogni, proponendo il concerto “Ricordi in musica”, una carrellata di melodie eseguite da Carlo Loffredo e dalla sua orchestra.. Una serata sulle note di uno dei più famosi jazzisti italiani, che per l’evento ha preparato un’antologia dei suoi successi. Il ricavato è destinato al finanziamento dell’ambulatorio odontoiatrico “Padre Giuseppe Menichelli” , in via Orsini 1, fondato sedici anni fa da Laura Bruno Ugolini, che ne è la presidente.
Un’attività, quella dell’ambulatorio, nata da un’intuizione della fondatrice che racconta «di avere avuto l’idea di creare il centro quando ha visto due poveri frantumare con i sassi un panino con la mortadella perché erano senza denti». Da quell’incontro la nascita di un servizio agli ultimi per restituire loro un sorriso, perché l’igiene e la cura della bocca, spiega la presidente, «vanno intesi come espressione dell’essere umano per riacquistare la propria dignità».
“Denti sani per tutti!” è lo slogano del gruppo di volontari vincenziani che porta avanti il centro a titolo gratuito. Nell’ambulatorio di via Orsini, ogni giorno un équipe di medici, paramedici, segretarie, lavora per offrire un servizio attento e puntuale alle esigenze dei più poveri. Un luogo dove non soltanto si eroga una prestazione sanitaria, ma dove, come afferma Laura Bruno Ugolini, «il più povero viene accolto, valorizzato nella sua interezza e responsabilizzato all’importanza del cavo orale».
«Come primo intervento viene praticata l’igiene orale seguita da una anamnesi ed una serie di esami radiografici» raccontano dal centro, dove c’è preoccupata per la situazione sanitaria dei senza fissa dimora, degli immigrati o senza permesso di soggiorno. Tuttavia la presidente si mostra fermamente convinta della necessità di andare avanti nell’impegno «di donare un servizio di qualità anche a quelle persone che per motivi diversi non possono permetterselo».
11 maggio 2010