Nel 150° dell’unità, parte “L’Italia sono anch’io”

Lanciata da 19 realtà della società civile una campagna a favore dei diritti di cittadinanza degli stranieri. Depositate due leggi di iniziativa popolare, per le quali è avviata la raccolta di firme di Federica Cifelli

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Riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza, e quindi la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alla vita della comunità di cui fa parte. Questo l’obiettivo della campagna “L’Italia sono anch’io”, promossa nel 150° anniversario dell’unità d’Italia da 19 organizzazioni della società civile e dall’editore Carlo Feltrinelli. Il 2 settembre i rappresentanti delle associazioni promotrici, tra cui Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Acli, hanno depositato presso la Corte di Cassazione i testi di due leggi di iniziativa popolare sulle modifiche alle norme per la cittadinanza e il diritto di voto amministrativo agli stranieri. Ora prende il via la raccolta delle firme necessarie per la consegna in Parlamento. Ci sono 6 mesi di tempo per raggiungere l’obiettivo delle 50mila firme in calce a ciascuna delle due proposte di legge. Per questo si stanno attivando i comitati promotori locali. Giovedì 22 settembre ad esempio è in programma una raccolta di firme davanti al Parlamento, per raccogliere le adesioni dei parlamentari, mentre altri banchetti verranno allestiti nella Capitale, con la partecipazione di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica che condividono i contenuti della campagna (tutte le info su date e luoghi sono disponibili sul sito della campagna.

«Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5milioni di persone di origine straniera», spiegano i promotori della campagna. Molti sono bambini e ragazzi nati o cresciuti in Italia, eppure solo al raggiungimento della maggiore età potranno vedersi riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, «iniziando nella maggior pare dei casi un lungo percorso burocratico». Non è questa la strada per un’integrazione piena. Di qui il richiamo a rispettare invece il dettato costituzionale, che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento. La campagna, spiegano ancora i rappresentanti delle associazioni che hanno aderito, vuole contribuire a rimuovere questi ostacoli «attraverso un’azione di sensibilizzazione e la modifica dell’attuale legislazione che codifica le disuguaglianze». I testi integrali delle due proposte di legge di iniziativa popolare sono pubblicati sul sito, dove sono disponibili anche altri materiali di approfondimento, insieme agli aggiornamenti sulle iniziative.

14 settembre 2011

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