Nino Rota, la musica e il grande schermo
L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ricorda il compositore nel centenario della nascita con un concerto e una rassegna cinematografica di Francesco d’Alfonso
Cento anni fa nasceva a Milano Nino Rota. Un nome della musica internazionale che, già all’età di dodici anni, faceva il giro del mondo. Un nome che, oltre ad essere legato ai pezzi da concerto, all’opera lirica, alla danza, alla musica sacra, è indissolubilmente legato al cinema. Ascoltando le colonne sonore dei film firmate da Nino Rota, non si può non constatare quanto grande sia il legame tra la forma d’arte forse più antica, la musica, e la forma d’arte più moderna, il cinema. E sicuramente, quando si parla di capolavori come “Il Gattopardo”, “La strada”, “Il padrino”, non si può prescindere dalle musiche che hanno contribuito a rendere queste opere immortali. Per questo aveva ragione Federico Fellini quando diceva che Nino Rota «non era morto ma scomparso: quella strana, ineffabile sensazione di sparizione che mi aveva sempre dato quand’era in vita».
Eppure il grande compositore, che fu anche grande didatta – e non è secondario sottolinearlo – non è stato tenuto in così grande considerazione da una certa schiatta di critici benpensanti del Novecento. E ne era consapevole. «Io non temo di essere melodico e orecchiabile o – come si è scritto – un personaggio curiosamente inattuale nel panorama della musica contemporanea. Non è in una nuova sintassi o in una nuova grammatica musicale che si trova l’originalità […”>. L’attualità della musica sta nella sostanza del messaggio che contiene, non nella forma esteriore». Sarà stato, forse, anche per affermazioni come questa.
È dunque particolarmente significativo che l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, una delle massime istituzioni musicali del nostro Paese, ricordi la figura di un musicista così eclettico, così poliedrico, con il concerto di sabato 12 febbraio (Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, ore 18, repliche lunedì 14 ore 21 e martedì 15 ore 19.30). Sul podio dell’Orchestra dell’Accademia, Nicola Luisotti, affermato direttore italiano e attuale direttore dell’Opera di San Francisco che aprirà il programma con la Sinfonia n. 4 di Beethoven, per dedicare poi la seconda parte del concerto interamente a Rota con la Suite da “Il Gattopardo” e con il Concerto n. 1 per pianoforte in do maggiore (dedicato ad Arturo Benedetti Michelangeli) interpretato dal giovane e affermato pianista Giuseppe Albanese.
Nell’ambito della nuova collaborazione tra l’Accademia e la Fondazione Cinema per Roma, dal 12 al 19 febbraio sarà realizzata al MUSA – Museo degli Strumenti Musicali dell’Accademia (Auditorium Parco della Musica) una rassegna dedicata ai celebri film con le musiche a firma del grande Rota e una serie di incontri con personalità del cinema tra cui Ettore Scola, Nicola Piovani, Neri Marcoré.
11 febbraio 2011