Nuovi ingressi nell’Ordo Virginum
I riti celebrati a San Lorenzo fuori le mura (nella foto) e a S. Cecilia. L’emozione nelle testimonianze delle tre consacrate di Ilaria Sarra
Emozionate ma serene. Così si sono presentate, domenica 23 aprile, Patrizia Pini e Marina Stella, nel giorno della loro consacrazione all’Ordo Virginum. La cerimonia ha avuto luogo nella basilica di San Lorenzo fuori le mura ed è stata presieduta dal vescovo Ernesto Mandara, ausiliare per il settore centro. Appena due giorni prima, nella basilica di Santa Cecilia, era stata consacrata, dal vescovo emerito di Terni, Franco Gualdrini, un’altra vergine, Elisabetta Casadei, insegnante di Teologia all’Istituto scienze religiose di Rimini. «Ho fatto questa scelta – dice – perché ho sempre sentito di appartenere alla Chiesa locale, e poi si rifà alla vita dei primi cristiani, che avevano come unica regola il Vangelo e unico segno distintivo la gioia».
L’Ordine delle Vergini è una forma di vita consacrata che risale ai tempi della Chiesa primitiva ma che nel corso della storia era andato scomparendo, fino a quando il Concilio Vaticano II ha ripristinato questo antichissimo ordine femminile e il suo rito. La celebrazione di domenica ha avuto inizio con una processione che ha accompagnato le due donne fino ai piedi dell’altare. Qui, dopo aver acceso le lampade a simboleggiare l’attesa vigile, animata dalla fede e dalla carità, Patrizia e Marina hanno risposto alla “chiamata”, di cui il vescovo Mandara ha parlato nell’omelia: «La fede nasce dall’ascolto. Solo se si ascolta si comprende a quale fede si è chiamati. La scelta che voi fate – ha proseguito il vescovo – testimonia la vostra capacità d’ascolto nei confronti del Signore. La vostra consacrazione ha un significato apostolico, il Signore vi ha chiamate per affidarvi un compito. Partecipate dell’annuncio del Vangelo».
Dopo l’omelia, le due donne hanno risposto alle interrogazioni manifestando la libertà e la consapevolezza della loro scelta ed esprimendo la gioia e l’impegno di vivere l’amore sponsale con Cristo a servizio della Chiesa per tutta la vita. Successivamente hanno rinnovato il loro proposito di castità e il vescovo ha recitato la preghiera di consacrazione. I simboli di tale consacrazione sono stati consegnati a Patrizia e Marina: il velo (nasconde e separa, chiude al visibile e dischiude all’invisibile), l’anello (simbolo della fedeltà all’alleanza sponsale e segno della mistica unione con Cristo) e il libro della Liturgia delle ore (espressione viva della Chiesa-sposa che dialoga con il suo Sposo).
«Ho vissuto questa cerimonia avendo nel cuore molta pace e gratitudine – spiega Patrizia, coordinatrice regionale e diocesana dei gruppi di preghiera di Padre Pio – per il grande dono che il Signore mi ha fatto. Ho abbracciato questo stato di vita perché è bello che ci siano donne che si consacrano totalmente a Dio, testimoniando pubblicamente questo valore e vivendo a servizio della Chiesa diocesana». Marina è della parrocchia di Sant’Ippolito e lavora come educatrice presso un asilo nido: «Bisogna avere il coraggio di seguire Gesù, di rispondere alla sua chiamata che, per me, è arrivata durante il Giubileo del 2000. La scelta che ho fatto – prosegue – mi riempie di gioia e con piacere ho notato che il giorno della consacrazione, nonostante la chiesa fosse piena di persone, c’era un silenzio ricco di partecipazione».
30 aprile 2006