Oscar Romero, il ricordo e la preghiera

Nella basilica dei Santi Apostoli la veglia in memoria del vescovo salvadoregno, nel segno della prima celebrazione promossa da don Luigi Di Liegro nel 1987 e guidata da don Tonino Bello di Alberto Colaiacomo

«Ricordare un martire significa individuare il punto in cui la Parola di Dio si gonfia così tanto che la sua piena rompe gli argini e straripa in colate di sangue». Era il 23 marzo 1987 quando, con queste parole, monsignor Tonino Bello, vescovo di Molfetta, ricordava monsignor Oscar Romero nel settimo anniversario dell’assassinio. L’occasione: una celebrazione nella basilica dei Santi Apostoli, promossa dal direttore della Caritas don Luigi Di Liegro che rappresentava anche la nascita di un comitato che negli anni ricorderà la figura del vescovo salvadoregno ucciso per il suo impegno a favore della giustizia e al fianco dei poveri.

La manifestazione di sabato 17 marzo, nella medesima basilica, è stata un ricordo nel ricordo: una serata in cui, con delle letture accompagnate da una tromba, l’organo e le percussioni, si è dato inizio a una settimana di appuntamenti per celebrare il martire sudamericano nel trentaduesimo anniversario della scomparsa. Per l’organizzatore Gianni Novelli si è trattato di un’occasione per «riflettere in un momento di alto misticismo sull’incontro di quella sera di venticinque anni fa in cui don Tonino e don Luigi ricordarono Romero e gli innumerevoli testimoni che hanno dato la vita per Cristo». È stato proprio Novelli che, alternandosi a musiche e preghiere, ha ricordato l’incontro con il vescovo di Molfetta rileggendo anche la sua omelia di quella sera. «Ricordare Oscar Romero – ha detto Novelli – vuol dire anche far comprendere che non era una figura isolata, che molti sono stati i martiri e, soprattutto, mantenere viva una parola perché porti frutti». La serata si è conclusa con l’invocazione, scritta da don Tonino Bello, dedicata al vescovo salvadoregno e letta 25 anni fa da don Luigi Di Liegro: «Aiutaci a comprendere che i poveri sono il luogo teologico dove Dio si manifesta e il roveto ardente e inconsumabile da cui egli ci parla. Prega, vescovo Romero, perché la Chiesa di Cristo, per amore loro, non taccia».

Le manifestazioni organizzate dal comitato romano “Oscar Romero” promosso dalla Caritas, che raggruppa diversi organismi e ha sede presso il Cipax-Centro interconfessionale per la pace, continuano questa sera, 22 marzo, alle 18 con la proiezione del film “Battesimo di sangue”, cui seguiranno le testimonianze di Raniero la Valle e Claudia Fanti, nella Sala consiliare della sede della Provincia di Roma. Venerdì 23 marzo alle ore 19 nella chiesa di San Marcello al Corso si svolgerà la celebrazione ecumenica “Oscar Romero, icona e simbolo dei martiri per la giustizia e la pace” presieduta da monsignor Rodolfo Valenzuela, presidente della Conferenza Episcopale del Guatemala, e dalla pastora Maria Bonafede, moderatore della tavola valdese. Sabato 24 marzo alle 18 vi sarà la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Rodolfo Valenzuela nella parrocchia di San Giuseppe Moscati (via Libero Leonardi).

Le manifestazioni si concluderanno domenica 25 marzo con un doppio appuntamento. Alle 12 la Messa con le comunità latinoamericane di Roma nella parrocchia di San Saturnino e, alle 17.30, una festa con canti e danze animate dalle stesse comunità nelle basilica di Santa Maria degli Angeli (piazza Esedra). Durante le serate verranno raccolti fondi per sostenere i seminaristi delle popolazioni indigene del Sudamerica; saranno inoltre donate ai partecipanti delle collanine artigianali prodotte in Salvador e realizzate con il seme del frutto di capitol su cui è stato inciso il volto di Oscar Romero. «Un oggetto simbolico – ha spiegato Novelli – per ricordare che dal sangue dei martiri nascono i nuovi cristiani».

22 marzo 2012

Potrebbe piacerti anche