Pizzicarms, per aiutare i bambini-soldato

La onlus, nata grazie all’impegno del giornalista Rai Giuseppe Carrisi, lavora per il sostegno ai minori in Africa di Massimo Camussi

Nel gennaio del 1999 il giornalista Rai Giuseppe Carrisi si trova a Freetown, capitale della Sierra Leone, stato dell’Africa centrale sconvolto da una lunga guerra fra ribelli antigovernativi ed esercito regolare. Con la sua piccola telecamera amatoriale documenta l’ingresso in città dei miliziani dell’Armed Forces Revolutionary Council (Afrc), guidati da Alex Tamba Brima. Gli adulti guidano l’attacco, ma la stragrande maggioranza dei guerriglieri coinvolti nei sanguinosi combattimenti per le strade della città sono bambini, ragazzine e ragazzini armati di fucili mitragliatori quasi più pesanti di loro. Nasce da qui l’idea di Pizzicarms, onlus dedita a progetti di assistenza per i bambini soldato, alla lotta contro il commercio illegale delle armi e lo sfruttamento indiscriminato delle materie prime in Africa.

«L’idea di dedicare il mio lavoro ed il mio tempo ai bambini soldato – racconta Carrisi –, nasce proprio da quelle immagini, e cresce con i miei successivi viaggi in Liberia ed Uganda». Grazie al sostegno della parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Maria a Piazza Euclide, Carrisi promuove dal 2001 al 2003 raccolte fondi per la costruzione di pozzi d’acqua e presidi sanitari nel nord dell’Uganda. Nel 2006 incontra gli amici del Puglia Club Roma: un collaborazione che parte con l’organizzazione di un concerto solidale di pizzica, la danza tradizionale salentina, e che cresce negli anni, fino alla fondazione nel 2008 di Pizzicarms. «Uno dei nostri obiettivi principali – spiega ancora l’inviato di guerra – è far sentire la voce di queste piccole vittime, affidate ai militari dalle poverissime famiglie con l’illusione di un futuro migliore, bambini costretti a morire al fronte e a subire violenze di ogni tipo: torture, assunzione forzata di droghe, stupri».

Negli anni Novanta del secolo scorso, secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite, le 49 guerre combattute in ogni angolo del pianeta hanno provocato la morte di 5 milioni di persone, di cui metà bambini. Grazie anche al sostegno di un’altra parrocchia romana, Nostra Signora di Coromoto al quartiere Gianicolense, Pizzicarms si dedica alla raccolta fondi per progetti mirati, come il sostegno al Centro Mater Misericordiae nella Repubblica Democratica del Congo. Fondato nel 1995 dalla dottoressa congolese Colette Kitoga Habanawema, il Centro oggi ha quattro sedi sparse nelle zone rurali del paese, e accoglie circa quattromila orfani, salvati dalla guerra e dalla fame. Pizzicarms promuovere per i bambini di Mater Misericordiae un progetto di adozione a distanza per coprire le spese sanitarie, assicurare salute, istruzione e diritto al gioco, sostenere economicamente la famiglia d’origine.

L’impegno di Pizzicarms per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica non si ferma all’Africa. Il prossimo 5 novembre alle ore 19, presso la chiesa di Nostra Signora di Coromoto, verrà proiettato “Come un uomo sulla terra”, film-denuncia sulla tratta dei migranti fra Italia e Libia. Un altro documentario curato dallo stesso Giuseppe Carrisi, “Voci dal buio”, racconta le storie dei giovanissimi congolesi e di altri bambini-soldato dimenticati: quei 60.000 minori italiani assoldati dalla mafia e dalla camorra per commettere atti criminali nel nostro Paese. «Sono passati più di dieci anni da quel viaggio in Sierra Leone – conclude Carrisi – e nonostante i trattati internazionali per la tutela dell’infanzia la situazione dei bambini soldato non è migliorata, semmai è peggiorata. Nessuno fra i governanti dei Paesi coinvolti si è mai opposto apertamente a trattati e convenzioni, ma l’avidità che c’è dietro il controllo delle enormi risorse minerarie, il bisogno di cibo delle popolazioni povere e la guerra determinano la realtà attuale. Per cambiare le cose c’è bisogno anche di Pizzicarms».

28 ottobre 2010

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