Pul, la formazione passa dal Vangelo

Inaugurato il nuovo anno accademico, alla presenza del cardinale Ruini, del vescovo Fisichella e del regista Zeffirelli di Angela Napoletano

Prima dei manuali di filosofia, dei codici di diritto e dei testi di teologia, è il Vangelo che detta la tabella di marcia degli studenti della Pontificia Università Lateranense. E da quest’anno anche il “Gesù di Nazaret” pubblicato da Benedetto XVI lo scorso marzo. A sottolinearlo, stamattina, durante la cerimonia d’inaugurazione del nuovo anno accademico, è stato monsignor Rino Fisichella, rettore dell’ateneo lateranense (per statuto, Università del Papa), secondo cui il libro del Pontefice rappresenta «una genuina e positiva provocazione a confrontarsi con l’uomo che afferma di essere “la via, la verità e la vita” di ogni persona e di dare compimento alla domanda di senso che alberga nell’intimo di ognuno».

Fede e ragione: scorre lungo questi due binari, non a caso, la formazione accademica di un ateneo che accoglie studenti (oltre 3 mila per l’anno accademico 2007-2008) provenienti da 105 Nazioni. «Quando la fede pensa – spiega il prelato – raggiunge un’intelligenza talmente alta che trascina con sé la ragione in un’avventura insperata: addentrarsi nel mistero e percepirne la verità che si svela a partire dal mistero stesso». La ricerca del volto di Cristo fatta dal Santo Padre con il “Gesù di Nazaret”, continua Fisichella, rappresenta proprio questo: uno studio «che si addentra nelle pieghe del mistero per far emergere il valore storico della persona di Gesù».

«Neppure gli studi giuridici possono pensare di prescindere dalla rivelazione del Figlio di Dio» puntualizza il rettore di un ateneo che registra il maggior numero di studenti (circa 700 iscritti per il prossimo anno) proprio alla Facoltà di Diritto civile. «Qui – spiega Fisichella – si condensano infatti i principi fondamentali dell’antropologia che porta con sé la codificazione del rispetto e della dignità di ogni persona e trova a compimento il desiderio di giustizia che ogni uomo richiede».

È uno studio che faccia crescere l’uomo all’insegna della fede, della verità e della libertà quello che insomma viene promosso alla Pontificia Università Lateranense, attraverso percorsi di approfondimento che, come sottolineato dal Gran Cancelliere dell’ateneo, il cardinale vicario Camillo Ruini, «tendono a comporre un’unità del sapere». Contro la frammentarietà alimentata, oggigiorno, da conoscenze sempre più articolate e specialistiche, spiega il cardinale, è importante che «i nostri studenti si sentano forniti di uno strumento basilare che li accompagni per l’intera vita, dando loro certezza di possedere uno spessore culturale su cui investire e crescere professionalmente». Esigenza, quest’ultima, particolarmente sentita soprattutto dagli studenti che si avvicinano al sacerdozio. «Per la natura stessa del loro ministero – conclude Ruini – hanno bisogno di giungere a una visione globale del mistero».

Fare dell’università un «tutt’uno inseparabile» di vita e insegnamento, come invocato dal Gran Cancelliere, è ciò che, per esempio, ha suggerito al comitato accademico l’istituzione di una nuova cattedra, “Etica e tributi”, presso la Facoltà di Diritto civile. L’insegnamento, affidato per l’anno entrante a Vania Petrella, vuole educare gli studenti a «istanze sempre più urgenti», dice Fisichella, come senso etico e responsabilità sociale.

A metà strada tra una testimonianza di vita e una lezione universitaria in perfetto stile medievale è stato l’intervento di Franco Zeffirelli, invitato come ospite d’onore alla cerimonia di apertura dell’anno accademico per aver curato, nel 1977, la regia del film “Gesu di Nazareth”. Dallo scranno più alto dell’aula magna dell’Università Pontificia Lateranense, il regista ha risposto alle domande di alcuni studenti sul rapporto tra la fede e il cinema. Dopo essersi definito «un semplice artigiano», Zeffirelli ha sottolineato la «spaventosa» efficacia del cinema nel «ristorare gli animi». Soprattutto quando, il riferimento implicito è al suo “Gesu di Nazareth”, il film ha «una sceneggiatura meravigliosamente raccontata da quattro spiriti straordinari».

24 ottobre 2007

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