Runaid’s, in corsa per la solidarietà

Si corre domenica 25 novembre al parco di Villa Glori la maratona a sostegno del servizio Caritas di assistenza domiciliare per i malati di Aids: una gara competitiva e una Passeggiata di solidarietà aperta a tutti di Federica Cifelli

Caritas romana, area Aids

Correre per solidarietà. Correre per dare voce e corpo a storie di dolore e dignità: a una malattia vissuta nella riservatezza della propria casa, nel calore della famiglia o nella scelta di un isolamento che esclude anche le persone più care. È questo Runaid’s, la manifestazione organizzata dalla Caritas diocesana di Roma in programma per domenica 25 novembre a Villa Glori: una gara competitiva di 10 chilometri all’interno del Parco, a cui è associata una “Passeggiata di solidarietà” di 2 chilometri aperta a tutti. Otto o cinque euro (rispettivamente per la gara competitiva e per la non competitiva) per un pettorale e un pacco gara, a sostegno del servizio di Assistenza domiciliare sanitaria ai malati di Aids della Caritas romana.

«Abbiamo scelto la corsa perché esprime l’idea della salute, di uno stile di vita che allontana dal bisogno di esperienze estreme», spiega Patrizia Arianna, responsabile del servizio attivo fin dal 1990 con sede proprio all’interno del Parco di Villa Glori. «Il nostro – continua – è un servizio silenzioso che cura l’incontro col malato nella sua casa, all’interno della sua rete di relazioni. Lo aiuta nell’aspetto medico – sanitario, ma lo accompagna anche a dare senso all’esperienza del dolore e della malattia». A rendere possibile tutto questo, il servizio delle suore infermiere che ogni anno erogano 3.450 prestazioni sanitarie a circa 50 pazienti. Dall’altra parte, storie molto nascoste, «mai raccontate né raccontabili – rileva Arianna -, di persone che si sono ammalate per scelte di vita estreme, per disordini soprattutto di natura sessuale, ma anche di tanta gente comune, estremamente lontana dallo stereotipo del tossicodipendente malato di Aids. Molti di loro della malattia non dicono neanche in famiglia».

La scelta, quindi, è quella di «non esporli ma riuscire comunque a sensibilizzare su queste problematiche che a volte restano nascoste nelle stesse case», spiega la responsabile del servizio Caritas. E ricorda, quasi come un simbolo, una delle persone attualmente assistite: una mamma con tre figli, contagiata da un marito a cui è sempre stata fedele, che «non riesce neanche più a sedersi ma ogni giorno esce per fare la spesa, si mantiene attiva e in forma, trovando una sua condizione di benessere». Il suo caso, per Arianna, «rompe lo stereotipo di una malattia che colpisce solo persone “lontane”. Nella nostra esperienza c’è grande ricchezza di biografie “comuni”, tra cui aumentano quelle di donne, che possiamo raccontare solo così, garantendone la privacy».

Per loro dunque si correrà domenica 25 novembre. La manifestazione competitiva è riservata ad atleti tesserati a società affiliate alla Fidal o tesserati comunque con un ente di promozione sportiva, che alla data dell’evento abbiamo compiuto 18 anni. La Passeggiata di solidarietà invece è aperta a tutti: famiglie, gruppi parrocchiali, associazioni, movimenti. Con l’obiettivo di informare, sensibilizzare e nello stesso tempo dare un sostegno concreto a un servizio che tocca le zone più diverse di Roma e della provincia, offrendo cure sanitarie ma anche «aiutando a vivere nella tranquillità del cuore». E a volte, assistendo a «degli incontri con Dio».

Per informazioni sulla partecipazione: A.S.D. Podistica Solidarietà, tel. 347.1786065m email podistica.solidarieta@virgilio.it .

26 ottobre 2012

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