Salesiani, appello contro i tagli al no profit
«Così si ammazza il Terzo Settore»: l’allarme della Federazione Scs/Cnos Salesiani per il sociale dopo la “Spending review” che causerebbe effetti devastanti per associazionismo e privato sociale di Francesca Samà
«Così si ammazza il Terzo Settore e si riducono gli spazi di democrazia». È l’allarme lanciato dai salesiani nel comunicato stampa diffuso oggi, 20 luglio, dalla Federazione Scs/Cnos – Salesiani per il sociale a proposito degli «effetti devastanti che avrebbero alcuni articoli della “Spending review” (articolo 4, commi 6, 7, 8 e art. 12 comma 20) nei confronti dell’associazionismo e del privato sociale». Da qui la decisione di rivolgere un appello al governo e chiedere al mondo politico di intervenire per apportare le necessarie modifiche.
In particolare secondo l’articolo 4 del testo di legge non si potranno più dare contributi alle associazioni. «In concreto – spiegano nel comunicato – significa che queste realtà non potranno più ottenere alcun contributo per iniziative culturali, convegni o di sostegno alle proprie attività di carattere umanitario che esulano, appunto, dalla convenzione». Nella nota si ricorda inoltre l’annunciata cancellazione di vari organismi: Osservatorio Nazionale per il Volontariato, Osservatorio Associazionismo di promozione sociale, Comitato per i minori stranieri, Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie, Commissione di indagine sulla esclusione sociale. «Ciò significa – precisano nella nota – eliminare le sedi di confronto tra la società civile e le istituzioni, cancellando gli spazi di partecipazione democratica di cui invece il nostro Paese necessita».
Da qui l’appello del presidente della Federazione, don Domenico Ricca, a tutte le forze politiche affinché «si fermi “una situazione esplosiva” e si impedisca al governo di fermare con i suoi provvedimenti la preziosa operatività delle associazioni no profit, perché – aggiungono – in caso contrario temiamo che la situazione di molte famiglie, già oggi drammatica, sia destinata non solo a peggiorare, ma possa generare tensioni difficilmente controllabili».
20 luglio 2012