Santa Rita, un albero per i 5 giovani morti sul Gra

Una fiaccolata e una celebrazione per ricordare i ragazzi scomparsi in un incidente sul Raccordo il 18 gennaio. Annunciata anche l’istituzione di due premi per i bambini e gli adolescenti del quartiere di Jacopo D’Andrea

La pioggia non ha spento le loro fiaccole. Da Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca fino alla parrocchia di Santa Rita hanno sfilato in processione, ieri sera, 26 febbraio, parenti e amici di Arianna, Emilia, Mario, Matteo e Mattia, i cinque ragazzi di Tor Bella Monaca tra i 20 e i 23 anni rimasti vittime di un incidente stradale sul Raccordo anulare lo scorso 18 gennaio. Tutti colleghi di lavoro in un Mc Donald’s del loro quartiere, che è stato la tappa iniziale della fiaccolata in ricordo. Una giornata di commemorazione conclusasi a Santa Rita a Tor Bella Monaca, iniziata al mattino con una Messa, che è stata anche l’occasione per piantare un albero nel cortile della parrocchia in memoria dei ragazzi.

Il ricordo dei 5 ragazzi è continuato, alle 19, con un incontro al quale sono intervenuti il responsabile delle attività giovanili della Comunità di Sant’Egidio Stefano Orlando e don Giuseppe Vecchi, parroco di Santa Rita. Così, su di un palco in cui campeggiavano le foto dei giovani scomparsi e uno striscione bianco con scritto “Per non dimenticare”, Orlando ha annunciato l’intenzione della Comunità di istituire due premi riservati a bambini e ragazzi di Tor Bella Monaca. Il primo con tema “Tor Bella Monaca per come io la sogno”, il secondo volto a gratificare quei giovani che si distingueranno nel campo della solidarietà nel loro quartiere d’origine. Orlando ha sottolineato poi come «Tor Bella Monaca esprima il bisogno di fermarsi per ricordare che c’è speranza per il futuro, perché il messaggio che ci lasciano Arianna, Emilia, Mario, Matteo e Mattia è pulito e pieno di speranza». Non bisogna «buttare la nostra vita: loro erano dei ragazzi perbene e sembrano aver rivolto un chiaro richiamo a quanti nel loro quartiere la sprecano nella violenza, nella droga o nell’alcol».

Davanti a una folla comprensibilmente attonita e silente nel dolore, si è fatta avanti Gina, collega di lavoro dei ragazzi. La sua è stata una testimonianza di vicinanza al lutto delle famiglie dei giovani scomparsi. In particolare ha ricordato Emilia. «Un ragazza sorridente, dolce, espansiva ma professionale al tempo stesso: eravamo insieme agli altri colleghi un’isola felice. Lei ci parlava tanto di Mario», il fidanzato, morto anche lui nell’incidente. «Avevano tanti progetti insieme. Mi colpiva che già a 22 anni sapessero quello che volevano: erano ragazzi di virtù», ha continuato. Quindi Orlando ha ripreso la parola augurandosi che «l’amore e l’amicizia che univano i ragazzi facciano da collante affinché i giovani di Tor Bella Monaca possano avere una vita più bella». Augurio fatto proprio anche da don Giuseppe Vecchi che ha invitato i suoi parrocchiani a essere uniti «ancora di più per il futuro, perché questa comunione d’intenti è bella e deve necessariamente proseguire: la voglio vedere anche domenica prossima». Dopo le parole del sacerdote, c’è stato spazio solo per i baci e le carezze ai grandi ritratti fotografici dei ragazzi da parte di chi non li dimenticherà mai.

27 febbraio 2012

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