Servono 200 nuovi “Amici” per il Mozambico
L’appello dell’associazione “Amo”: c’è bisogno di latte in polvere per il Centro di salute di Mangunde, nel Paese africano, in cui si seguono bambini nati da madri sieropositive di Michela Altoviti
“Amo”: non solo la prima persona del verbo amare, ma anche l’acronimo per “Amici del Mozambico”, associazione di laici e missionari comboniani che opera a favore del Paese africano e che cerca 200 sostenitori per un progetto di prevenzione dell’Hiv nei bambini.
Racconta di questa iniziativa padre Filipe Sungo, sacerdote mozambicano della provincia di Sofala, nel sud del Paese, che dal 2009 studia a Roma presso l’Ateneo Salesiano grazie ad una borsa di Studio offertagli da Propaganda Fidei. «L’associazione Amo sostiene da oltre 10 anni le attività dei comboniani presso le quattro missioni cattoliche di Estaquinha, Machanga, Barada e Mangunde (Esmabama), situate nel sud del Mozambico, uno dei Paesi più poveri al mondo. Al momento – procede il religioso – il progetto che più necessita di aiuto è quello del Centro di salute di Mangunde che ospita 200 bambini, partoriti da madri sieropositive, che hanno dagli 0 ai 18 mesi. C’è bisogno di 200 nuovi amici dell’associazione che con solo 1 euro al mese potranno garantire cibo e salute per tre mesi a questi bambini. Questo significa che se ciascun nuovo iscritto all’Amo coinvolgerà altri 4 amici, parenti o colleghi, tutti i bambini del centro salute di Mangunde potranno essere aiutati per un intero anno».
Il programma di nutrizione promosso dall’associazione Amo mira a fornire latte artificiale, ricco di vitamine e proteine, offrendo in tal modo un’alternativa al latte materno per quei neonati vulnerabili, cioè nati da madri sieropositive che non possono, pertanto, venire allattati al seno senza il rischio di contrarre il virus. Nelle aree rurali il solo cibo alternativo che viene dato a questi bambini è una miscela di farina di grano e mais che non è assolutamente adatta alle necessità nutrizionali dei piccoli. È facile comprendere come da ciò derivi l’alto tasso di malnutrizione che purtroppo interessa il Mozambico e che è causa primaria della mortalità infantile.
«Per realizzare il programma di nutrizione da cui dipende la salute dei bambini – spiega padre Filipe – servono ogni anno 2.800 lattine da 400 grammi di latte in polvere. Grazie a questo servizio di distribuzione del latte, il Centro Salute di Mangunde ha potuto salvare fino ad oggi il 100% dei bambini nati da madri sieropositive. Tutti sono stati testati 18 mesi dopo l’avvio del progetto di nutrizione e nessuno di loro è risultato positivo».
Un significativo passo avanti nella lotta all’Aids e nella riduzione della mortalità infantile dopo i positivi riscontri della prevenzione e del trattamento dell’Hiv con anti-retrovirali somministrati da anni nei centri di salute delle missioni Esmabama, alle mamme incinte per prevenire la trasmissione verticale del virus madre-figlio.
Per sostenere l’associazione Amo – Amici del Mozambico: C/C postale n° 13446356.
Informazioni: http://www.amicimozambico.org
12 gennaio 2010