Testimoni di speranza nella quotidianità
Il Convegno diocesano si è concluso a San Giovanni. «Emergenza educativa» e «missionarietà permanente» i temi trattati dal cardinale Ruini di Angelo Zema
Una panoramica a 360 gradi sui grandi temi pastorali che hanno visto e vedono impegnata la Chiesa di Roma. Con l’appello alla testimonianza missionaria «nelle ordinarie situazioni della vita», che veda protagonisti soprattutto i giovani, «tra i quali è più forte la tentazione di chiusura nella propria soggettività». Tutti, comunque, chiamati a essere testimoni di quella grande speranza che Benedetto XVI ha indicato nella “Spe salvi”. Il cardinale vicario Camillo Ruini ha concluso così, giovedì sera a San Giovanni in Laterano, le tre giornate del Convegno diocesano, dipanatesi proprio all’insegna della speranza basata sul fondamento di Gesù Risorto che il Papa aveva posto in primo piano nel suo intervento di apertura.
In questo contesto il cardinale ha collocato il riferimento all’«emergenza educativa» lanciato dal Pontefice, tema poi allargato a tutta l’Italia. «La lettera di Benedetto XVI sul compito urgente dell’educazione è stata un catalizzatore. Nel nostro Paese, grazie ad essa, si è rafforzata la consapevolezza della priorità dell’educazione». Si rivela quindi fondamentale la pastorale familiare, «decisiva per l’educazione dei figli». In particolare, ha aggiunto il vicario di Roma, nell’aiuto a favore delle famiglie che «sono poco capaci di educare i figli, tanto meno di educarli cristianamente». Ma se resta valido l’impegno della pastorale familiare, su cui la diocesi ha posto peculiare attenzione negli anni passati, lo è ancora il richiamo alla «missionarietà permanente», «grande lascito» della Missione cittadina vissuta in preparazione al Giubileo del 2000. «Contagiosa ed esemplare» l’ha definita il cardinale, tanto che è stata proposta con modalità analoghe in altre diocesi italiane e fuori dai confini della penisola, come in cinque grandi capitali europee, Vienna, Parigi, Bruxelles, Madrid, Budapest. Si tratta di un «lascito» dell’«indimenticabile» Giovanni Paolo II, poi confermato da Benedetto XVI.
«Tutto ciò che facciamo ora – ha sottolineato il cardinale Ruini – è nell’ottica della missionarietà», rispetto ai due obiettivi essenziali dell’evangelizzazione e della difesa e promozione dell’uomo. Ampio lo sguardo agli impegni dell’anno che volge al termine: la pastorale scolastica, la pastorale vocazionale, la missione giovani, «obiettivi da consolidare» nel prossimo futuro. Quanto al primo ambito, un ruolo di rilievo è affidato agli insegnanti di religione, «chiamati a dare testimonianza di vera capacità educativa», e alla scuola cattolica. «Nella scuola – ha proseguito il vicario del Papa – gli insegnanti, ma anche gli studenti, dovrebbero essere stimolati a sentire il loro impegno come autentico apostolato. Molto, invece, bisogna fare ancora sul piano dell’interazione tra scuola e comunità cristiana: l’anno pastorale che ci attende dovrebbe rappresentare un passo significativo».
Cantiere aperto anche per la pastorale vocazionale, dove non mancano i segnali positivi: la «confortante ripresa» del Seminario Minore; il «grande impegno» delle Comunità Neocatecumenali, che alimenta il Redemptoris Mater e alcuni monasteri; l’impulso per nuove forme di vita consacrata. Tuttavia deve crescere, ha rilevato il cardinale, «l’accoglienza delle vocazioni». Anche a causa della «scarsa consapevolezza della vita come vocazione». Per la “Missione giovani”, il cardinale ne ha ribadito l’importanza perché «il mondo giovanile è il più a rischio per l’allontanamento dalla fede» e ha valutato positivamente l’allargamento della «missione «Gesù al Centro» in altre prefetture. Ora un passo in più, l’integrazione con le strutture che hanno cura dei giovani e con gli ambienti dove essi vivono e si ritrovano. La conclusione è del tutto personale: «Voglio dirvi che mi sento enormemente debitore verso il Signore per avermi messo per 17 anni e mezzo come vicario del Santo Padre alla guida di questa diocesi».
13 giugno 2008