Torna la lirica a Caracalla
Nella stagione appena aperta il binomio tra il fascino delle vestigia romane e i titoli più popolari dell’opera di Enrica Patrone
La magia delle vestigia romane, rese ancor più suggestive dall’illuminazione notturna, e i titoli più popolari della lirica italiana: un binomio di forte richiamo per le migliaia di turisti stranieri, oltre che per i melomani, che ha reso la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla famosa nel mondo fin dal 1937. Si dice emozionato il sindaco di Roma, Walter Veltroni, mentre ricorda quando, nel 2003, la musica tornava ad abitare uno dei più importanti siti archeologici della Capitale, dopo 10 anni di silenzio. Nel ’93 infatti, l’allora sovrintendente Adriano La Regina giudicò gli impianti scenici troppo invasivi del monumento, decretando lo sfratto della lirica. Oggi nuovi accorgimenti, un impianto fonico perfezionato e l’ampliamento della platea a 2770 posti permettono di apprezzare, accanto alla bellezza del luogo, le loro sfumature sonore e una visione completa delle tre opere e del balletto in programma dal 24 giugno al 9 agosto.
Il cartellone si apre (fino al 30 giugno, alle 21) con la novità assoluta: “La Vestale”, gran ballo tragico in due atti su libretto di Salvatore Viganò, tratto da una pièce anonima, “Julie ou La vestale” (1786) e dal dramma “Ericie ou la vestale” (1787) di Jean-Gaspard. Protagonista, sulle musiche di Ludwing van Beethoven e Gaspare Spuntini, l’icona della danza italiana Carla Fracci. Il marito regista Beppe Menegatti ha fatto realizzare un impianto scenico che suggerisce e ricorda la facciata del Teatro alla Scala”, rendendo così un tributo «a quel grande teatro che per primo nel mondo promosse le nuove e rivoluzionarie idee di Salvatore Viganò» e rievocando l’edizione scaligera della Vestale di Gaspare Spontini (1954), con la regia di Luchino Visconti. Un lavoro che vide debuttare nell’opera l’allora ballerina del corpo di ballo Carla Fracci accanto alla divina Maria Callas, nel ruolo protagonista, con il giovane assistente alla regia, Beppe Menegatti.
Da sabato 8 luglio le Terme Antoniniane saranno la splendida cornice della Madama Butterfly di Giacomo Puccini. La tragedia in tre atti, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giocosa, vedrà la realizzazione scenica di Renzo Giacchieri e la direzione d’orchestra di Donato Renzetti. Rappresentata per la prima volta il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala di Milano, fu diretta nel corso degli anni dai più grandi protagonisti della scena operistica, tra i quali si ricorda, in una stagione del 1914, Arturo Toscanini.
Sarà una rappresentazione innovativa e tecnologica quella che dal 18 luglio affascinerà gli spettatori dell’Aida. L’opera in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni viene spiegata nell’affascinante versione romana, diretta da Alain Lombard, dal regista Paolo Miccichè : «Nella cornice unica al mondo delle Terme di Caracalla, Aida viene accolta tra le sue braccia secolari in un dialogo visivo tra monumento e grandi proiezioni dinamiche, che creano gli sfondi appropriati allo svolgersi dell’opera. L’obiettivo – continua Miccichè – è quello di rendere in modo più puntuale e visivamente coinvolgente le sollecitazioni che ci vengono dalla drammaturgia musicale, utilizzando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie».
Le spettacolarità del “grand-opéra” ottocentesco si tradurranno in proiezioni in multivisione sulle antiche rovine di Caracalla.
Nuovo allestimento per la Turandot di Giacomo Puccini con la regia di Henning Brockhaus e la direzione di Alain Lombard, in scena da sabato 29 luglio alle 21. Arturo Toscanini ne diresse la prima rappresentazione, il 25 aprile del 1926 al Teatro alla Scala di Milano, abbandonando la sala al terzo atto dopo la morte della protagonista Liù. «Qui il maestro è morto»: furono queste le parole con cui il genio di Parma si congedò dal suo pubblico, lasciando che il dramma di Puccini restasse pura visione, un sogno ad occhi aperti rimasto incompiuto per il compositore e per chi attraverso la sua musica lo stava vivendo quella sera.
27 giugno 2006