Tutto Mozart anche a Roma

Per celebrare i 250 anni del genio salisburghese, iniziative e concerti nelle strutture della Capitale fino ad aprile di Ilaria Anselmi

Ce lo riporta l’agenzia Ansa: persino i ritmi vaticani, per quanto gravosi, devono adeguarsi, ogni tanto, al tempo leggero di un minuetto mozartiano. La grande passione per la musica di Papa Benedetto XVI si traduce infatti, nei rari momenti di svago, nel sedere alla tastiera del pianoforte per suonare gli amati spartiti di Mozart. Il genio bambino, e oggi il più popolare compositore di ogni tempo, ha compiuto il 27 gennaio 250 anni e tutto il mondo l’ha celebrato – Sydney e il suo avveniristico Auditorium la prima a vedere l’alba di compleanno ascoltando le sue note; la nativa Salisburgo e Vienna, la capitale della maturità, l’orizzonte più ambito di tutti gli eventi – e continuerà a celebrarlo lungo l’intero 2006.

«La mia vita sarebbe ben più triste senza Mozart», ha confessato anche la pianista Mitsuko Uchida, fra le più accreditate interpreti mozartiane, protagonista insieme ad Antonio Pappano dell’applauditissimo concerto all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e ora in Austria con Riccardo Muti. «La sua peculiarità – ha spiegato l’artista – è di non forzare mai lo spartito nel tentativo di dire qualcosa, ma lasciare che sia la musica stessa a trasmettere il messaggio. È come se le note si comportassero a loro piacimento, con naturalezza, quasi fossero esseri umani con sentimenti diversi l’uno dall’altro, abitanti di un mondo che appartiene solo al Maestro in cui si piange, si ride, si prova dolore».

Anticipato dalle passate edizioni del “K Festival” (dal nome del catalogatore della sua sterminata produzione, Ludwig von Köchel, il cui “KV” precede i 626 numeri d’opera) il calendario mozartiano dell’Accademia di Santa Cecilia prevede appuntamenti di rilievo internazionale. In febbraio(il 4, 6 e 7) torna un altro esperto mozartiano, Christian Zacharias, nel doppio ruolo di pianista e direttore, per il Concerto per pianoforte K 415 e la celeberrima Sinfonia n. 40. Nel più puro spirito ludico distintivo del salisburghese, il 17 febbraio, i musicisti dell’Ensemble Wien-Berlin, cinque Fiati provenienti dalle Filarmoniche di Vienna e di Berlino, giocano con curiose trascrizioni da “Così fan tutte” e con le notturne malinconie della Serenata K 406, detta appunto Nachtmusik. Ancora in febbraio, protagonista il 24 il quartetto d’archi, formazione tra le più “difficili” e prediletta da Mozart che perfezionò la scuola di Haydn arricchendola di originalità e spessore, oltre che di maggiore autonomia fra le voci, gettando le basi della moderna produzione da Beethoven in poi. Non a caso, il superlativo Quartetto Alban Berg pone un confronto in apparenza azzardato ma significativo (e di sottile corrispondenza) tra lo sperimentale Quartetto K 465, detto “delle Dissonanze” e l’ultimo densissimo Quartetto di Bartok, il n. 6, dal valore intimo e testamentario.

Grandi solisti per Mozart si segnalano anche nei mesi successivi: Lang Lang, il 10 marzo con un concerto assortito (Chopin, Schumann, Rachmaninoff, Liszt oltre alla Sonata K 330); il violinista russo Gidon Kremer alla guida della sua Kremerata Baltica, il 7 aprile, per la Serenata per soli e archi K 239 e il Concerto K 219; poi a fine mese la regina della coloratura, il soprano Edita Gruberova; mentre la stagione mozartiana si chiude in maggio con il “Don Giovanni”, la stessa opera che ha aperto la festa di compleanno al Teatro dell’Opera, qui diretta in forma di concerto da Antonio Pappano.

La Filarmonica Romana, dal canto suo, affronta il tema “Mozart” in chiave contemporanea, sulla spinta dell’innovativo direttore artistico Giorgio Battistelli, compositore (tra i più importanti oggi in Italia) profondo e attento a una riflessione attuale sulla società e la cultura. Pare suggerire al siciliano Giovanni Sollima, considerato “neo-romantico”, di scrivere musica rispondendo ai grandi maestri e alla storia, ed ecco dunque la sua “Novità per quartetto d’archi” comparire in programma il 16 marzo accanto al Quintetto in la maggiore per clarinetto e archi K. 581 di Mozart, appunto, e a Brahms, interprete il giovane “Quartetto Bernini” con Alessandro Carbonare al clarinetto. Ma è soprattutto all’estroso jazzista e compositore Uri Caine che tocca, dopo averci provato con Bach (riuscendo con successo), reinventare il genio salisburghese, in un concerto-improvvisazione su temi e variazioni mozartiane“’Round About Mozart”, il 23 marzo.

Tutto Mozart anche al Gonfalone, l’Oratorio musicale della Chiesa di Santa Lucia, in via Giulia: il 21 marzo con il Wiener Konzert e il 25 aprile con Milano Classica, mentre il 4 marzo ci sono i suoi Quartetti con flauto, solista Angelo Persichilli con il “Quartetto Beethoven”.

Dopo la maratona del 27, l’Istituzione Universitaria dei Concerti evita infine di sovrapporsi alle altre associazioni, e nel programma le note mozartiane sono virgole lievi tra autori di ogni tempo: c’è una Sonata il 31 per il violinista Joshua Bell; più in là lo ripropone al pianoforte il tedesco Herberth Schuch (Vincitore del Concorso Casagrande 2004), mentre ancora il Quartetto delle Dissonanze è qui presentato in una versione notturna e narrativa, con il Quartetto Savinio e il musicologo scrittore Sandro Cappelletto. Prima di Pasqua, l’evento: il Kölner Kammerchor e il Collegium Cartusianum diretti da Peter Neumann eseguono il celebre Requiem in re minore K 626.

27 gennaio 2006

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