Clericus Cup, le differenze regolamentari

Dai cartellini azzurri all’abolizione dei pareggi: piacciono nel mondo del calcio le novità previste dal campionato vaticano di R. S.

Tempi da 30 minuti, niente pareggi, cartellini azzurri… Il calcio che si gioca all’ombra del Cupolone incuriosisce gli sportivi di tutto il mondo, e le novità regolamentari introdotte dalla Clericus Cup potrebbero essere presto esportate ad altri campionati. In Inghilterra, infatti, fa discutere la proposta del presidente della Football League, Brian Mawhinney, di abolire i pareggi nel campionato inglese. Ma nel torneo di calcio a 11 per sacerdoti e seminaristi le cose già funzionano in questo modo. «Ogni match che al termine dei minuti regolamentari finisce in parità – spiegano gli organizzatori del Csi – si conclude infatti ai calci di rigore, con due punti alla squadra migliore dal dischetto ed un solo punto al team sconfitto».

La prima partita ad essersi conclusa ai calci di rigore è stato il derby Pontificio Collegio Urbano – North America del 3 marzo 2007, finito con la vittoria dei secondi per 4 reti contro 3. Dal Csi raccontano così i minuti finali del match: «Da un lato Emmanuel Boakye (del Pontificio Collegio Urbano), solo, a testa bassa verso gli spogliatoi, inconsolabile per aver fallito il rigore decisivo; dall’altra metà campo il gruppo del seminario nordamericano, che dopo la festa, l’esultanza, le foto, e le interviste di rito, fa silenzio, si raduna in ginocchio davanti al Vaticano, e prega».

Desta interesse anche il cartellino azzurro introdotto dalla Clericus Cup. Si tratta di un’espulsione temporanea della durata di 5 minuti; un provvedimento disciplinare che si colloca a metà strada tra l’ammonizione del cartellino giallo e l’espulsione del rosso. Altre differenze regolamentari sono i tempi di 30 minuti e il time-out (un minuto per squadra a partita).

19 marzo 2007

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