Santa Maddalena di Canossa
Il gruppo Marta, i blog parrocchiali e tante altre attività seguite dai laici canossiani nella comunità di Ottavia di Elena Pasquini
Da poco più di un mese a Santa Maddalena di Canossa c’è un nuovo parroco, padre Giorgio Spinello, che arriva dalla siciliana Pachino. «Sto cercando di conoscere meglio tutti i gruppi», afferma parlando di una realtà di piccole aggregazioni in cammino secondo il programma pastorale diocesano. Intanto ha ereditato il tradizionale spazio sul blog parrocchiale aperto da padre Fabio Franchin, suo predecessore nella parrocchia di Ottavia, all’indirizzo http://blog.libero.it/parrocchia e lo si può leggere lì per seguire i primi passi nella nuova comunità. Un momento di transizione, ma anche di tensione verso la realizzazione di progetti già iniziati che proprio in queste ultime settimane si stanno concretizzando.
È il caso della “Missione giovani” a Ottavia, dal 12 al 21 ottobre scorso, alla quale la parrocchia ha partecipato attivamente grazie anche alla sua posizione “strategica”, unendosi alle altre della zona. La chiesa sorge proprio al centro del territorio della prefettura e ha accanto due dei maggiori punti di aggregazione del quartiere, il centro commerciale e il cinema. A suo tempo, il campanile svettava tra le case. Ora si confonde un po’ tra le nuove costruzioni.
Ci sono cose, però, che non cambiano. Come anni fa, il martedì e il venerdì mattina, è possibile trovare una ventina di volontarie operose, attive a pulire e sistemare tutti gli ambienti parrocchiali: le signore del gruppo Marta. Nato già ai tempi della prima chiesa che sorgeva in un prefabbricato, «anche con i parroci che si sono succeduti, il gruppo è rimasto attivo perché oltre alla pulizia pura e semplice siamo impegnati in un servizio alla parrocchia – spiega Dina Bertini, una delle volontarie –. Infatti Padre Gioacchino (il decano tra i sacerdoti della comunità, ndr) dice sempre che il gruppo Marta dovrebbe acquisire anche un po’ delle caratteristiche di Maria». Incontri di formazione, una preghiera insieme e poi una presenza discreta dietro ogni gesto di accoglienza al prossimo.
Far convivere il mondo della comunità ecclesiale, quello delle famiglie e quello dei giovani è una sfida continua all’insegna dell’equilibrio, della fede, della progettualità. È in questo contesto che convivono la Scuola della Parola con i blog parrocchiali e il sito web dello spazio giovani, all’indirizzo www.spaziogiovaniottavia.org. Nell’ottica della missione ci si apre al programma di sostegno preventivo alle famiglie che coinvolge Csi (Centro sportivo italiano), Foi (Forum oratori italiani), e Fict (Federazione italiana delle comunità terapeutiche) che partirà nella prossima settimana in 47 centri dislocati lungo la penisola.
A fare da “lievito” ci sono i laici canossiani, parrocchiani che accolgono il messaggio di Santa Maddalena e danno la propria disponibilità a testimoniarlo nella vita e nelle opere, soprattutto all’interno della comunità parrocchiale. Un gruppo per ora piuttosto piccolo – se si prendono in considerazione solo coloro che hanno pronunciato le promesse – che si incontra una volta al mese per il proprio incontro di formazione e molto più spesso per le opere di volontariato.
A unire la maggior parte delle realtà presenti in parrocchia non mancano delle attività trasversali, come il Grest o la “mensa dei poveri” a Ostiense. Come spesso accade, soprattutto nelle comunità di periferia, le esigenze e i partecipanti sono in gran numero: tutto però deve essere fatto secondo lo spirito della patrona, racconta il viceparroco, padre Giuseppe Tarì. Umiltà nella carità. «E nel segno dell’attenzione alle realtà di bisogno che ci circondano».
6 novembre 2007