La centralità della famiglia nel dibattito pubblico
Ne ha parlato don Juliàn Carròn, all’Istituto Giovanni Paolo II, giovedì 28. L’incontro è stato presieduto dal vescovo Mauro Piacenza di R. S.
“L’amore umano come cammino di pienezza verso Cristo”. È stato questo il tema della conferenza tenuta da don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione (Cl), giovedì 28 febbraio, nel pontificio Istituto Giovanni Paolo II. L’intervento del si inseriva nel ciclo di conferenze “L’amore che fa rifiorire il deserto”. Evangelizzazione, Famiglia e Movimenti ecclesiali”, promosso dallo stesso Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia. L’incontro è stato presieduto dal vescovo Mauro Piacenza, segretario della Congregazione per il Clero.
Dopo le parole di benvenuto del preside dell’Istituto, monsignor Livio Melina, e l’introduzione di monsignor Piacenza, che ha ripercorso la storia del movimento di Cl e del suo attuale presidente, don Carrón ha offerto un articolato contributo partendo dalla centralità della famiglia nel dibattito pubblico e dall’esperienza delle difficoltà nelle relazioni di coppia.
Nonostante le difficoltà oggettive, la famiglia rimane un bene che non cessa di interessare e di creare interrogativi. Infatti, «è la relazione amorosa che contribuisce in maniera precipua a scoprire la verità dell’io e del tu; e insieme con la verità dell’io e del tu si manifesta la natura della vocazione comune». L’amore tra un uomo e una donna è capace di far apparire un desiderio infinito e, nello stesso tempo, in esso ci viene offerta una possibilità di compimento. L’altro però, «suscita una sete che non è in condizione di estinguere». Perciò «non riconoscere all’altro il suo carattere di segno conduce inevitabilmente a ridurlo». Non è insolito che la società contemporanea pensi di superare la delusione con un semplice cambio di coppia, cosa che certo non risolve il problema. Solo un amore più grande può far uscire da questa spirale.
È Cristo che si presenta come il centro dell’affettività e della libertà dell’uomo, introducendo una novità che rende possibile vivere secondo la verità che quel desiderio infinito svela. Così don Carrón definisce la natura della vocazione matrimoniale: «Camminare insieme verso l’Unico che può rispondere alla sete di felicità che l’altro risveglia costantemente in me, cioè verso Cristo».
Nel concludere, don Carrón non ha mancato di offrire una prospettiva concreta di soluzione a queste dinamiche: «La comunità cristiana ha la responsabilità di offrire sostegno, stimolo e alimento spirituale che fortifichi la coesione familiare, soprattutto nelle prove o nei momenti critici». «Compito della comunità cristiana – ha continuato – è favorire una esperienza del cristianesimo per la pienezza della vita di ciascuno», esperienza che può mostrare oggi la razionalità della fede cristiana, «una realtà che corrisponde al desiderio e alle esigenze dell’uomo».
Il prossimo appuntamento di questo Ciclo di Conferenze sarà giovedì 24 aprile, sempre alle ore 19. Il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del pontificio Consiglio per i Laici, presiederà la conferenza di Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale.
29 febbraio 2008