Educazione, un laboratorio
Sabato 6 marzo la giornata diocesana per rilanciare l’attenzione sull’emergenza educativa: dalle ore 10 alla Lateranense di Federica Cifelli
Quattro laboratori dedicati alle diverse fasce d’età, per mettere in rete professionalità ed esperienze specifiche. Attivando una sorta di cantiere permanente aperto «a chiunque abbia a cuore il futuro dei nostri ragazzi». Sarà articolato in questo modo il pomeriggio di sabato 6 marzo, giornata dedicata al convegno “Progettare la vita. La Chiesa di Roma incontra la Città per un rinnovato impegno educativo”, nella pontificia Università Lateranense. A spiegarlo è don Filippo Morlacchi, direttore dell’Ufficio scuola del Vicariato e coordinatore di uno dei laboratori sulle “Sfide educative” che prenderanno il via alle 14.30, dopo le relazioni del mattino del pedagogista Ferdinando Montuschi e della teologa Ina Siviglia, introdotte dall’intervento del cardinale Agostino Vallini (inizio dei lavori alle ore 10). «L’idea – spiega – è partire dalle “buone pratiche” già in atto per allargare sempre più la sinergia coinvolgendo la città e le istituzioni».
A partire già dalla fascia d’età 0-5 anni, alla quale sarà dedicato un laboratorio coordinato da Luca Pasquale, del Centro diocesano per la pastorale familiare. «Le esperienze vissute in quella fase – afferma – danno un indirizzo alla vita». Proprio per questo è importante «un intelligente intervento educativo», sul quale si confronteranno insegnanti, pedagogisti, docenti universitari, catechisti e genitori. Come i coniugi Luca e Paola Bernabei, che interverranno sul rapporto col mondo dei media.
Dedicato invece ai piccoli della scuola primaria (6-10 anni) il gruppo di lavoro coordinato da don Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano. «Poiché è evidente che senza un recupero di un orizzonte di valori condivisi l’educazione non potrebbe far altro che limitarsi a prospettive marginali – dichiara don Lonardo -, il nostro laboratorio cercherà di evidenziare il riferimento a quegli elementi portanti che sono il presupposto degli itinerari educativi per questa fascia d’età». Anche qui saranno coinvolti docenti universitari, un insegnante di religione, un critico cinematografico, un allenatore sportivo e un parroco.
Mette invece l’accento sulle «gravi smagliature» del sistema educativo don Maurizio Mirilli, direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile, al quale sarà affidato il laboratorio sui ragazzi dagli 11 ai 14 anni. È importante, osserva, «procedere preliminarmente nella conoscenza dei ragazzi e della loro identità, pianificare strategie educative efficaci e mettersi in gioco in prima persona». Se ne parlerà con i responsabili di Azione cattolica e Scout, dirigenti scolastici e sportivi e, ancora, un parroco. Al centro, l’attenzione a «ricostruire cellule base di comunità», rileva don Mirilli. La parrocchia, la scuola, il mondo della comunicazione e delle nuove tecnologie. Questi gli ambiti da cui prenderà le mosse anche l’ultimo dei laboratori, sui 15-18enni, coordinato da don Filippo Morlacchi, che sogna un «laboratorio permanente». Per restituire ai giovani «fiducia nella possibilità di costruire gradualmente un futuro sensato». Anche attraverso il confronto con adulti capaci di «far interagire il cuore e la mente».
In allegato la scheda di iscrizione al convegno
2 marzo 2010