La solidarietà di Roma a padre Dall’Oglio
Il sindaco Alemanno, e con lui i responsabili di Acli provinciali e Unitalsi nazionale, esprimono la vicinanza della Capitale al gesuita fondatore della comunità monastica di Deir Mar Musa al-Habachi, che rischia l’espulsione dalla Siria di F. Cif.
Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno esprime «seria preoccupazione» per il gesuita romano padre Paolo Dall’Oglio, nei confronti del quale è stato emesso nei giorni scorsi un decreto d’espulsione dalla Siria, «per essersi adoperato a favore del dialogo tra oppositori e regime nel rispetto delle diversità religiose», osserva. Il sindaco auspica quindi «una pronta soluzione del caso nell’interesse non solo del gesuita romano ma anche di tutti coloro che si battono quotidianamente per un positivo evolversi della situazione siriana». Ricordano quindi lo «spirito fondato sul dialogo» e l’impegno dei Gesuiti e del Centro Astalli anche in situazioni particolarmente delicate come quella siriana, Alemanno auspica «che i tentativi diplomatici attualmente in corso possano andare a buon fine. La preoccupazione di fondo è per le sorti dei tanti religiosi cattolici che continuano a testimoniare nel mondo la loro, e la nostra, fede e i comportamenti concreti che da essa ne conseguono, in situazioni di grave difficoltà. Forse – conclude Alemanno – questo è un caso parzialmente differente, ma dovremmo pretendere per le minoranze cristiane le stesse garanzie che noi offriamo a credenti e religiosi di altri credi».
Solidarietà a padre Dall’Oglio anche da parte delle Acli provinciali di Roma. «In un momento difficile come quello che sta vivendo il Paese arabo – afferma il presidente Cristian Carrara – non si possono mettere a tacere voci libere come quella del religioso gesuita. Per questo ci auguriamo che il governo siriano ci ripensi e dia un segnale di apertura lasciando padre Dall’Oglio la possibilità di proseguire il suo prezioso lavoro». Padre Dall’Oglio, sottolinea ancora Carrara, è romano e per questo abbiamo sentito il dovere di testimoniare proprio dalla Città Eterna la nostra vicinanza al religioso che proprio da qui è partito per dare vita in Siria ad una splendida esperienza di fede e di solidarietà». Il riferimento è alla comunità monastica di Deir Mar Musa al-Habachi, a circa 80 chilometri da Damasco, fondata proprio dal gesuita colpito dal decreto di espulsione.
Quello di padre Dall’Oglio, sottolineano anche dall’Unitalsi, è «un grande lavoro centrato sul dialogo interreligioso e sulla pace. Padre Paolo – dichiara il presidente nazionale Salvatore Pagliuca – è un vero pioniere nei rapporti con l’Islam e per questo non va lasciato solo». «In momenti di tensione – gli fa eco Dante D’Elpidio, il vicepresidente nazionale – occorre supportare le voci libere come quelle di padre Paolo soprattutto in un quadrante difficile come quello del Medio Oriente sul quale stiamo lavorando anche noi cercando di creare, attraverso i pellegrinaggi soprattutto dei giovani, un ponte ideale tra culture».
29 novembre 2011