A San Pietro la Giornata del Pellegrino
Oltre 10mila fedeli hanno affollato la basilica per la III edizione dell’iniziativa organizzata dall’Opera romana di Giulia Rocchi
“Resurrexi”: omaggio in musica al Papa per il suo 80° compleanno di R. S.
Pellegrini fuori, nel sole di piazza San Pietro. Pellegrini all’interno, nel fresco dell’Aula VI la mattina, e dentro la basilica nel pomeriggio. Oltre diecimila fedeli, riuniti ieri per la terza Giornata del Pellegrino organizzata dall’Opera romana, in collaborazione con la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. Un appuntamento a cui se ne intrecciano altri, come il novantesimo anniversario dell’apparizione della Vergine a Fatima, il 13 maggio del 1917. Così i presenti accolgono la statua della Madonna pellegrina, la prima copia di quella conservata nel santuario portoghese. Ma si celebra anche un’altra ricorrenza, come ricorda il cardinale Camillo Ruini durante l’omelia della Messa pomeridiana: «L’attentato compiuto qui, in piazza, 26 anni fa, il 13 maggio del 1981 contro la persona di Papa Giovanni Paolo II». Attentato a cui il Pontefice sopravvisse, «per sua stessa ammissione – racconta il cardinale vicario – grazie all’intercessione di Maria». Per questo Papa Wojtyla volle che il proiettile fosse incastonato nella statua della Madonna, proprio a Fatima. Nel giorno della Festa della Mamma, poi, c’è un ulteriore motivo per ricordare Maria, madre di Gesù e «nostra dolce madre», sottolinea il cardinale Ruini.
Una giornata carica di significati, insomma. Ma il primo pensiero è per l’Opera romana, «che sia sempre più strumento di preghiera – augura il cardinale Ruini – di amicizia con il Signore, forza di evangelizzazione». Qualche parola anche per la famiglia, a ventiquattr’ore dalla grande manifestazione di piazza San Giovanni in Laterano, «perché sia compresa nel suo amore».
L’obiettivo della Giornata del pellegrino è spiegato da Monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Orp. «Organizziamo tante celebrazioni, tante feste – sottolinea – ma finora nessuno aveva pensato a un evento dedicato ai veri protagonisti del pellegrinaggio». Incontrandosi tutti insieme, gli affezionati dell’Opera provenienti da ogni parte d’Italia, si sono «scambiati esperienze, arricchiti l’un l’altro». Seduti lì, con il fazzoletto giallo legato attorno al collo, danno la vera immagine «della Chiesa – spiega monsignor Andreatta –, che è un popolo in cammino».
Durante la mattinata, condotta da Paola Saluzzi, molte sono state le riflessioni sul pellegrinaggio e le sue mete: i santuari mariani, la Terra Santa, il Cammino di Santiago. Tre attori hanno letto riflessioni e testimonianze di alcuni “viaggiatori della fede”, commentate poi da padre Cesare Atuire, amministratore delegato dell’Orp. «Il pellegrinaggio – ha detto – non è una parentesi esistenziale, ma qualcosa che si ripete ogni giorno dentro di noi». E ancora: «Il pellegrinaggio è una vera scuola di umanità e spiritualità».
Dopo la meditazione è entrata nell’Aula Paolo VI la statua della Madonna pellegrina, salutata dallo sventolio dei fazzoletti. Quindi la preghiera e la recita dell’Angelus, affidata a monsignor Diego Bona. L’immagine sacra è stata poi portata in piazza San Pietro nel pomeriggio: prima calata da un elicottero della Protezione civile in piazza Pio XII, e quindi fatta sostare nel punto in cui una targa ricorda l’attentato a Giovanni Paolo II, in una processione guidata da monsignor Angelo Comastri.
14 maggio 2007