A Santa Cecilia “Un organo per Roma”

Il festival prevede otto appuntamenti gratuiti per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla mancanza di un organo all’Auditorium Parco della Musica di Mariaelena Finessi

«La costruzione di un organo nella Sala Santa Cecilia del Parco della Musica, così come era stato inizialmente previsto da Renzo Piano, è una necessità insopprimibile». Giorgio Carnini, ideatore del primo Festival “Un organo per Roma” – risultato di una sinergia tra l’Accademia Filarmonica Romana, il Conservatorio di musica “Santa Cecilia” e la Camerata Italica, di cui l’organista è peraltro fondatore – spiega la causa che da tempo porta avanti: richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul grave problema della mancanza di un organo da concerto.

«Nel 1995 feci parte di una commissione incaricata di redigere un progetto, che fu poi approvato e per il quale si attendeva solo la gara d’appalto, ma per una serie di circostanze non se ne fece più nulla», rivela Carnini, italiano d’origine ma formatosi musicalmente in argentina. «È evidente che il difficile momento economico non lascia sperare in una soluzione immediata del problema ma, nella prospettiva dei futuri avvenimenti che vedranno Roma protagonista di fronte al mondo, sarebbe opportuno – è la denuncia, quasi un grido nel deserto – colmare questa lacuna».

A ben vedere, e con parole che parzialmente rincuorano, «c’è comunque qualcosa di più immediatamente percorribile e stimolante in previsione della costruzione del nuovo organo», aggiunge l’organista, uno dei più importanti del nostro Paese, ed è «il recupero del repertorio organistico che ha smesso di comparire nelle grandi stagioni concertistiche pur avendo Bach, Liszt, Mendelssohn e Brahms scritto autentici capolavori per questo strumento». Vere opere d’arte che l’originale Festival intende portare nell’unica sede laica della Capitale che ospita un organo, cioè la Sala Accademica del Conservatorio di via dei Greci. Qui è infatti conservato il glorioso Walcker-Tamburini, costruito nel 1984 e successivamente modificato secondo i dettami di una mirabile arte organaria, suonato da tanti grandi musicisti del passato e recentemente restaurato.

Otto i concerti in programma, fino al 14 dicembre (con ingresso gratuito), centrati sui molteplici aspetti della musica organistica, che non si limita al repertorio antico o alle occasioni liturgiche. Esiste infatti una letteratura interessante in cui l’organo dialoga con strumenti più popolari in abbinamenti e percorsi insoliti che il Festival intende appunto approfondire. L’organo, di fatto, in questo programma non compare quasi mai da solo ma, al contrario, duetta di volta in volta con marimbe (11 maggio), clarinetto (14 settembre, prima esecuzione assoluta di “Impromptu” di Matteo D’Amico), pianoforte (12 ottobre, omaggio al belga César Franck) come pure con più complesse formazioni cameristiche (30 novembre).

Un recital di poesia e musica, il 28 settembre, vedrà invece protagonisti l’organista Jiri Lecian e l’attrice Gaia de Laurentiis: in scaletta la musica di Dvořák, Smetana e Janáček intervallata dalla letture di pagine degli autori cechi Milan Kundera, Karel Hynek Mácha, Jarolsav Seifert e Jan Skácel. La serata del 23 novembre invece – che impegnerà Alessandro Licata, Filippo Mariottini e Giovanni Ubertini – sarà dedicata a compositori del ‘900 “non organisti” come Schönberg e Hindemith. L’ultimo appuntamento è per sabato 14 dicembre con il Concerto di Natale, che vedrà esibirsi su musiche di Shostakovich, Piazzolla e Poulenc lo stesso Carnini, a cui il Comune di Roma nel 2000 ha affidato l’inaugurazione ufficiale dell’organo monumentale del Giubileo, donato a Giovanni Paolo II e conservato nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.

26 aprile 2013

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