«Accogliere i rifugiati è un dovere di tutti»

Il cardinale Vegliò ha presieduto a Santa Maria in Trastevere (foto) la veglia di preghiera “Morire di speranza” in memoria dei migranti vittime dei viaggi verso l’Europa in cerca di un futuro migliore di R. S.

«Dobbiamo prestare attenzione alle condizioni di vita e ai bisogni dei richiedenti asilo e dei rifugiati». Queste le parole pronunciate dal cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti alla veglia di preghiera “Morire di speranza” che si è tenuta ieri sera, giovedì 21 giugno, nella basilica di Santa Maria in Trastevere. A organizzare la veglia la Comunità di Sant’Egidio, il Centro Astalli, la Federazione Chiese Evangeliche in Italia, la Fondazione Migrantes, la Caritas italiana, Acli per non dimenticare la sofferenza ma anche la voglia di futuro di chi cerca rifugio e per non rassegnarsi alle tragedie ma per impegnarsi per un mondo più umano e giusto.

Il cardinale ha aperto la celebrazione in memoria dei migranti deceduti mentre fuggivano da guerre e persecuzioni verso l’Europa rivolgendo il pensiero all’ultima tragedia verificatasi martedì 19 giugno nel Canale d’Otranto, dove sette persone hanno perso la vita a seguito del rovesciamento di un barchino al largo di Santa Maria di Leuca. «E storie simili a questa – ha aggiunto il porporato – accadono continuamente nei viaggi di attraversamento per raggiungere un altro Paese perché questi nostri fratelli portano con sé il sogno di un nuovo inizio, cercando disperatamente di fuggire dalle persecuzioni, dalle violazioni dei diritti umani, dalla guerra civile o – ha aggiunto – semplicemente perché sono in cerca di migliori opportunità economiche per sostenere le loro famiglie». Il presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti ha poi fatto appello ai governi affinché proteggano quanti cercano di fuggire dalla violenza, dalle persecuzioni e dalle discriminazioni «perché – ha precisato il porporato – i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo devono essere rispettati: se hanno il diritto di fuggire per salvarsi la vita, dovrebbe essere riconosciuto loro anche il diritto di accedere al Paese di arrivo».

A queste persone, ha precisato il cardinale, «devono essere applicati e estesi gli altri diritti di protezione come il diritto di libera circolazione e il diritto al lavoro». Troppo spesso, ha puntualizzato il porporato, «si affronta come problema la presenza dei richiedenti asilo e dei rifugiati, invece di considerare le cause per cui fuggono dal proprio Paese. E ciò – ha aggiunto – va di pari passo con una sempre maggiore chiusura da parte dell’opinione pubblica, con conseguenti ripercussioni negative sulle politiche in materia di rifugio».

Nella conclusione del suo discorso il cardinale Vegliò ha ricordato le parole del Santo Padre in occasione della Giornata mondiale del rifugiato (20 giugno) che ha richiamato l’attenzione della comunità internazionale sulle condizioni di tante persone, specialmente famiglie, costrette a fuggire dalle proprie terre esprimendo la speranza che «i loro diritti siano rispettati e possano inoltre ricongiungersi con i loro cari». Alla fine, ha ricordato il porporato, «ognuno di noi dovrà rispondere a questa realtà e in quanto cristiani abbiamo il dovere di prenderci cura dei richiedenti asilo e dei rifugiati perché – ha concluso – solo allora raggiungeremo un mondo di nazioni con una nuova umanità dove vi è rispetto gli uni per gli altri con un futuro per tutti loro e per tutti noi».

22 giugno 2012

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