Al Quirinale in mostra 150 anni di unità nazionale
Al via l’esposizione dedicata alla storia del Palazzo dalla breccia di Porta Pia a oggi. Numerose le foto che, insieme ai documenti, descrivono la monarchia prima e poi la repubblica di Mariaelena Finessi
«Sono troppo vecchio per imitare Pio VII, e Vittorio Emanuele non è Napoleone». Sarcastico, Pio IX così commenta la resa dello Stato pontificio all’ingresso dei bersaglieri a Porta Pia quel 20 settembre del 1870. Di lì a poco Roma e le province romane entrano a far parte integrante del regno d’Italia mentre il Quirinale diviene la nuova sede reale. È da lì, da quel preciso momento storico, che ha inizio la mostra “Il Quirinale. Dall’Unità d’Italia ai nostri giorni”, che apre i battenti nello storico Palazzo romano da mercoledì 30 novembre al 17 marzo 2012.
Ultimo appuntamento delle celebrazioni del 150mo anniversario dell’Unità del Paese, l’esposizione è promossa dal Segretariato generale della Presidenza della Repubblica con la collaborazione dell’associazione Civita. «Non si voleva fare la storia d’Italia – sottolinea Paola Carucci, sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza – ma abbiamo cercato di raccontare la storia del Palazzo dalla breccia di Porta Pia a oggi, facendo una distinzione tra il periodo della Monarchia e quello della Repubblica, evidenziando il ruolo dei Savoia», che riempirono di mobili e arredi il Quirinale, lasciato vuoto dai Papi «in base agli accordi tra la Santa Sede – chiarisce Louis Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Quirinale – e il neonato Stato Italiano».
Il pontefice, ritirandosi in Vaticano, porta infatti via con sé ciò che appartiene alla Santa Sede. A stilare l’inventario dei beni papali da consegnare è il notaio Pietro Fratocchi. Ciò che curiosamente non viene reclamato sono quattro arazzi settecenteschi di manifattura Gobelins della serie “Nuovo Testamento” – regalati da Napoleone a Pio VII -, un cospicuo numero di dipinti, tra i quali una copia antica del San Giovannino di Raffaello e due magnifiche pale d’altare di Giovanni Lanfranco e Pompeo Batoni, e di grandi vasi delle collezioni di porcellane orientali di Benedetto XIV e di Clemente XIV. Opere che possono essere ammirate in questa mostra così fortemente voluta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale in un messaggio chiarisce come l’intento del Quirinale sia quello di raccontare «il succedersi dei Re e dei Presidenti che da Capi di Stato hanno vegliato, nella buona e nella cattiva sorte, sul farsi e sul crescere del nostro Stato nazionale unitario».
Il percorso espositivo inizia dalla Galleria delle Regioni, dove sono esposte le auto con cui il Re Vittorio Emanuele III andava al fronte, quella con cui Mussolini e Hitler giravano per le vie di Roma e la Lancia Flaminia presidenziale. La parte storico-documentaria della rassegna segue invece un filo cronologico-tematico che descrive la Monarchia e la Repubblica. Ampio uso di fotografie, testate di giornali e, più limitatamente, di documenti. E poiché questi ultimi «rappresentano un invito a un recupero della memoria e alla conoscenza di fatti spesso avvenuti in questi stessi luoghi – spiega il curatore dell’allestimento, il regista Luca Ronconi –, è anche sembrato opportuno che le copie in facsimile di alcuni dei documenti esposti fossero messi a disposizione dei visitatori». È così possibile riportarsi a casa una riproduzione della lettera che Aldo Moro, sequestrato dalle Brigate Rosse, scrisse al presidente della Repubblica durante la prigionia oppure l’appunto sul conferimento della laurea honoris causa in Medicina alla regina Elena, per aver trasformato il Quirinale in un vero ospedale durante la prima Guerra mondiale, facendo essa stessa da infermiera.
La mostra, ad ingresso gratuito, è visitabile tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30. La domenica, dalle 8.30 alle 12. Chiuso il lunedì.
29 novembre 2011