Al Seraphicum la rassegna “Musica Fuori Centro”
Nell’auditorium dell’istituto di via del Serafico la prima edizione del progetto che porta i grandi nomi e gli artisti emergenti nei luoghi periferici della città. Tra gli altri, la pianista Mei Yi Foo di Mariaelena Finessi
Per tre mesi, da aprile a luglio, la periferia romana vivrà la musica dei grandi nomi ai quali si affiancheranno i giovani talenti internazionali, provenienti dai più prestigiosi corsi di Alto perfezionamento del mondo. Alla sua prima edizione, il festival “Musica Fuori Centro” – che si avvale della direzione artistica di Renzo Renzi – si propone infatti di portare l’eccellenza musicale in luoghi non istituzionali della Capitale.
Un progetto pensato per avvicinare il grande pubblico all’arte musicale e, in particolare, per sensibilizzare le nuove generazioni attraverso concerti destinati a far conoscere le giovani leve della musica: dal violino di Fabrizio Falasca della Fondazione Stauffer di Cremona alle voci dell’Opera Studio dell’Accademia di Santa Cecilia fino al pianoforte della malese Mei Yi Foo del Keyboard Trust di Londra. I concerti saranno presentati da Valentina Lo Surdo di Radio-Tre Suite per essere resi comprensibili anche a chi si avvicina per la prima volta alla musica classica.
Dopo il maestro Salvatore Accardo, che con la sua Orchestra da Camera Italiana ha inaugurato la rassegna lo scorso 19 aprile, ogni settimana alcuni tra i migliori solisti della scena internazionale si esibiranno all’auditorium del Seraphicum (via del Serafico, 1). Il pianista Bruno Canino e il violinista Aldo Matassa saranno i protagonisti del terzo appuntamento di “Musica Fuori Centro”, giovedì 3 maggio alle 21. I due artisti si misureranno con la “Sonata in Re maggiore opera 12 n. 1” di Ludwig Van Beethoven, con la “Suite Italienne” tratta da “Pulcinella” del compositore russo Stravinskij, con le tre melodie di Cajkovskij e con la “Polacca in La maggiore” di Henryk Wieniawski, primo violino alla corte dello zar di San Pietroburgo nel 1859.
Il 12 Maggio, sul palco saliranno invece i Solisti dell’Opera Studio con Stefano Giannini al pianoforte per una performance dedicata al Bel Canto italiano, mentre Il Quintetto di fiati del Teatro dell’Opera di Roma si esibirà il 24 maggio con brani di Haydn, Mozart, Danzi ma anche sulle sinfonie di due opere di Verdi, “La forza del destino” e il “Nabucco” con un finale di Briccialdi dedicato a Rossini per un pot-pourri fantastico su temi del “Barbiere di Siviglia”. Gli organici Estrio, Umbria Ensemble e Quartetto Prometeo – vincitore, quest’ultimo, della 50° edizione del Prague Spring International Music Competition nel 1998, in cui ha ricevuto anche il Premio Speciale Bärenreiter per la migliore esecuzione fedele al testo originale del “Quartetto K 590” di Mozart – si esibiranno rispettivamente il 17 maggio su musiche di Mendelssohn, il 31 con brani di Borodin e Dvorak e il 14 giugno su musiche di Mozart, Verdi, Wolf e Debussy.
Il 7 Giugno è la volta dei due aquilani Marco Rogliano, dal 1996 Primo violino solista dell’Orchestra da Camera Italiana che suonerà su un Nicola Bergonzi (Cremona, 1790) affidatogli dalla Fondazione Maggini di Langenthal (Svizzera), e di Antonella Ciccozzi all’arpa, che proporranno un repertorio in cui figurano, tra gli altri, due canzoni dal “Don Chisciotte” di Andriessen. Il 21 giugno il violinista Fabrizio Falasca e la pianista Stefania Redaelli eseguiranno brani di Saint Saens, Paganini, Brahms, Ravel e Beethoven.
Ultimo, attesissimo concerto, quello del 3 luglio della pianista Mei Yi Foo, rivelazione del Keyboard Trust di Londra, associazione che annovera tra i suoi membri maestri come Claudio Abbado e Alfred Brendel e il cui fine sta nella creazione di una rete internazionale di sale da concerto dove si possano esibire le promesse del pianoforte, alle quali va riconosciuto un indubbio talento ma alle quali, spesso, manca invece la grande occasione per emergere.
30 aprile 2012