Alessio Carbone, la danza sui passi dell’assoluto

A Santa Maria in Montesanto il primo ballerino dell’Opéra National di Parigi ospite del quarto incontro “Frammenti di bellezza”, nell’ambito del progetto «Una porta verso l’Infinito» di Salvatore Cernuzio

Chi conosce il mondo della danza sa bene che non è affatto facile entrare a far parte della grandiosa compagnia dell’Opéra National di Parigi, con sede nel Palais Garnier. È l’Olimpo della danza, che apre le sue storiche porte solo a chi viene «sfornato» dalla Scuola dello stesso Teatro o a chi è «francese» dalla testa fino al collo del piede. Pensare quindi che un italiano, a neanche vent’anni, non solo sia stato ammesso nel Corpo di ballo dell’Opéra, ma che dopo pochi anni ne sia diventato il primo ballerino, fa pensare che si tratti davvero di un talento fuori dal comune.

È una storia straordinaria quella di Alessio Carbone, che il danzatore condividerà con il pubblico romano il prossimo sabato 20 aprile alle ore 18.30, nella Chiesa degli Artisti, dove, intervistato dalla giornalista Rai Maria Rosaria Gianni, sarà protagonista del quarto appuntamento dei «Frammenti di bellezza» dedicato alla danza, nell’ambito del progetto a cura del Vicariato di Roma «Una porta verso l’Infinito». D’altronde le doti e la tempra di Alessio si sono forgiate sin da quando ha messo piede in questo mondo, dovendo presto essere all’altezza di una «dinastia» di grandi artisti.

La famiglia Carbone è infatti una vera fucina di fenomeni della danza: suo padre Giuseppe è coreografo ed ex direttore di importanti teatri; sua madre, Iride Sauri, storica ballerina de La Fenice di Venezia; sua sorella, Beatrice, étoile della Scala di Milano. Alessio non è stato da meno e ha tenuto alto l’orgoglio familiare e italiano. Nato nel 1978 a Stoccolma, già a cinque anni prende lezioni nelle scuole venete; a tredici entra nell’accademia del Teatro alla Scala di Milano e lì comincia a fare sul serio.

Nel settembre del ’96, qualche mese dopo il conseguimento del diploma, entra a far parte della Compagnia della Scala distinguendosi in ruoli solisti del grande repertorio classico, in particolare nelle coreografie di Nureyev. Da lì, il passo verso Parigi è breve: nel 1997 entra con audizione a far parte del Corpo di ballo del Palais Garnier. La scalata è repentina: nel 2000 viene promosso Coryphee; nel 2001, a 21 anni, Sujet e infine, il 30 dicembre 2002, è nominato Premier danseur. Professionista instancabile – tanto da allenarsi anche d’estate «alla sbarra del letto, per non arrugginirmi» – l’impegno di Alessio Carbone non si limita solo alla tecnica dei ruoli che interpreta, ma va ancora più a fondo scavando nell’anima dei suoi personaggi, nella storia e nella tradizione.

Un frutto, questo, anche della sua passione per la lettura, soprattutto di libri di filosofia, di spiritualità, dei romanzi di Tolstoj e Proust. La sua ricerca dell’Assoluto ha mosso il danzatore a usare i suoi «preziosi» piedi anche nel percorrere, lo scorso agosto, ben 850 km del cammino di Santiago de Compostela.

15 aprile 2013

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